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L’Anpi attacca Tomasi «Omissivo sulla Resistenza»
PISTOIA. Non è un bilancio soddisfacente quello stilato dall’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) sulle celebrazioni della liberazione dal nazifascismo a Pistoia e provincia, avvenuta...
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PISTOIA. Non è un bilancio soddisfacente quello stilato dall’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) sulle celebrazioni della liberazione dal nazifascismo a Pistoia e provincia, avvenuta nel mese di settembre 1944. “Dobbiamo a malincuore constatare che in alcuni comuni questa ricorrenza viene ignorata, sia dalle pubbliche amministrazioni, sia dalle associazioni democratiche e antifasciste, compresa la nostra, oppure che viene ricordata sporadicamente. La mancanza di mezzi finanziari e materiali, addotta per giustificare questa omissione, anziché far passare sotto silenzio l’assenza di pubbliche manifestazioni, la mette in risalto con un silenzio assordante”.
Le cerimonie del 7-8 settembre si sono tenute regolarmente – elenca l’Anpi – a Pistoia, San Marcello-Piteglio, Serravalle e Pescia. “Ci preme sottolineare che in quest’ultimo comune, pur in assenza di un Sindaco, sostituito da un commissario governativo, ci sono state le consuete manifestazioni, con la partecipazione dell’Anpi e del Vescovato”.
A Pistoia l’amministrazione comunale, attraverso il Cudir, anche quest’anno ha previsto un concerto con ballo popolare sulla piazza del Duomo la sera del 7 (impedita dalla pioggia) e la tradizionale cerimonia in piazza della Resistenza la mattina dell’8 settembre. “L’intervento del sindaco (Tomasi, di Fratelli d’Italia An, ndr) – si legge – ha tuttavia suscitato commenti critici da parte degli antifascisti presenti e di alcuni organi di informazione, per il fatto che vi sarebbero state palesi omissioni nel ricordare gli avvenimenti di 73 anni fa: in particolare, il primo cittadino ha citato i bombardamenti degli Alleati su Pistoia, ma non ha fatto riferimento alle stragi di civili e alla fucilazione di giovani “resistenti” pistoiesi compiute dai nazifascisti; mai dalla sua bocca sono uscite parole come “fascismo”, “antifascismo”, “democrazia” e, infine, l’importanza della lotta di liberazione partigiana è stata ridotta ad un episodio di scarsa rilevanza storica, con l’accenno “alcuni presero le armi....”: un vero e proprio atto di disinformazione, o di implicito negazionismo”.
Di conseguenza, l’Anpi provinciale invita tutti i Comuni “a celebrare in maniera unitaria e decorosa le ricorrenze sulle quali si basa la nostra convivenza democratica, frutto della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo”. Al sindaco Alessandro Tomasi, in particolare, chiede “una maggiore osservanza del suo ruolo di rappresentante dell’intera cittadinanza: in occasione di cerimonie come quella commemorativa dell’8 Settembre 1944, egli ha il dovere istituzionale di ricordare, senza omissioni né rimozioni, i fatti per come la Storia li ha consolidati attraverso fonti incontestabili”.
Le cerimonie del 7-8 settembre si sono tenute regolarmente – elenca l’Anpi – a Pistoia, San Marcello-Piteglio, Serravalle e Pescia. “Ci preme sottolineare che in quest’ultimo comune, pur in assenza di un Sindaco, sostituito da un commissario governativo, ci sono state le consuete manifestazioni, con la partecipazione dell’Anpi e del Vescovato”.
A Pistoia l’amministrazione comunale, attraverso il Cudir, anche quest’anno ha previsto un concerto con ballo popolare sulla piazza del Duomo la sera del 7 (impedita dalla pioggia) e la tradizionale cerimonia in piazza della Resistenza la mattina dell’8 settembre. “L’intervento del sindaco (Tomasi, di Fratelli d’Italia An, ndr) – si legge – ha tuttavia suscitato commenti critici da parte degli antifascisti presenti e di alcuni organi di informazione, per il fatto che vi sarebbero state palesi omissioni nel ricordare gli avvenimenti di 73 anni fa: in particolare, il primo cittadino ha citato i bombardamenti degli Alleati su Pistoia, ma non ha fatto riferimento alle stragi di civili e alla fucilazione di giovani “resistenti” pistoiesi compiute dai nazifascisti; mai dalla sua bocca sono uscite parole come “fascismo”, “antifascismo”, “democrazia” e, infine, l’importanza della lotta di liberazione partigiana è stata ridotta ad un episodio di scarsa rilevanza storica, con l’accenno “alcuni presero le armi....”: un vero e proprio atto di disinformazione, o di implicito negazionismo”.
Di conseguenza, l’Anpi provinciale invita tutti i Comuni “a celebrare in maniera unitaria e decorosa le ricorrenze sulle quali si basa la nostra convivenza democratica, frutto della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo”. Al sindaco Alessandro Tomasi, in particolare, chiede “una maggiore osservanza del suo ruolo di rappresentante dell’intera cittadinanza: in occasione di cerimonie come quella commemorativa dell’8 Settembre 1944, egli ha il dovere istituzionale di ricordare, senza omissioni né rimozioni, i fatti per come la Storia li ha consolidati attraverso fonti incontestabili”.
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