Il Tirreno

Pistoia

Un solo posto e a San Marcello per fare il richiamo del vaccino

Un solo posto e a San Marcello per fare il richiamo del vaccino

Iniezione obbligatoria entro quattro settimane dalla prima ma il Cup le aveva dato appuntamento  soltanto all’inzio di novembre: l’odissea di Sara Valentina, mamma di una bambina di 13 mesi

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PISTOIA. L’odissea di una madre che deve vaccinare la propria figlia. O meglio, per farle fare il richiamo del vaccino contro il meningococco B entro il mese previsto. Giornate intere al telefono cercando di prendere un appuntamento e, alla fine, dopo ripetuti no, la comunicazione che un posto c’è, uno solo, a metà ottobre, ma all’ospedale di San Marcello. «Dovrò prendere un giorno di permesso dal lavoro per portare mia figlia a vaccinarsi”, spiega Sara Valentina Di Palma, che ha scritto anche all’assessore regionale Stefania Saccardi.

Ma partiamo con ordine. La scorsa settimana la donna porta la figlia di appena 13 mesi all’Asl di viale Matteotti, a Pistoia, per l’usuale richiamo delle vaccinazioni. «Ho scoperto che, per complicare la vita di noi comuni mortali, ora non è più l’infermiera a fissare direttamente in loco di volta in volta il richiamo successivo – racconta – ma bisogna armarsi di santa pazienza, congelare i propri figli affinché per ore si trovino qualche cosa da fare, oppure prendere un permesso dal lavoro, e passare ore a provare a contattare il Cup per prenotare la vaccinazione successiva. Ora passa tutto attraverso il Cup che, teoricamente, può trovarti posto anche nel circondario, a decine di chilometri di distanza. Giusto, perché non incrementare la mobilità e scrollare la pigrizia di dosso a noi cittadini troppo urbanizzati?».

E in effetti cercare di mettersi in contatto con l’Asl via telefono è cosa assai ardua: provando a digitare più volte il numero, la linea o è occupata o squilla a vuoto.

«Ma ciò non è già abbastanza – continua la donna – Io non sono un’infermiera o un medico e non mi attribuisco assolutamente competenze che non ho: eppure, se ieri l’infermiera mi ha indicato di prenotare il primo richiamo per il meningococco B tra fine settembre ed inizio ottobre, e al Cup oggi mi dicono che la prima disponibilità è a inizio novembre, per me qualcosa di storto in questo sistema c’è. Il richiamo per una bambina di 13 mesi da farsi entro tre settimane massimo quattro dal precedente temo non possa essere rimandato di un mese. Ovviamente al Cup mi hanno detto di non avere altra disponibilità e mi hanno rimandato al mittente suggerendomi di chiamare in viale Matteotti».

Alla fine la donna, dopo aver perso due giornate intere al telefono, è riuscita a prenotare all’ospedale di San Marcello per metà ottobre. «Non so se sono riuscita ad ottenere questa data perché ho insistito o perché ho avuto fortuna. In ogni caso ho altri tre figli e per portare la piccola a vaccinare dovrò chiedere un permesso a lavoro. Tutto questo mi sembra assurdo. E mi viene da sorridere quando l’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi parla di semplificazioni delle procedure per andare incontro alle famiglie. Ma di cosa si sta parlando?».

Alessandra Tuci

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