Successo del Serravalle Jazz: 5mila spettatori in 4 serate
In duemila per De Piscopo alla rocca di Castruccio
SERRAVALLE. L’ultimo colpo sui piatti Tullio De Piscopo lo ha dato poco dopo la mezzanotte, quando il Serravalle Jazz aveva sconfinato nel 31 agosto di qualche minuto. Ufficialmente la sedicesima edizione del festival è finita in quel momento, ma la chiusura vera è arrivata quasi tre ore dopo, quando il batterista ha finito di chiacchierare con con gli ultimi spettatori che erano rimasti per farsi raccontare qualche aneddoto da uno a cui – come ha detto il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Luca Iozzelli – si fa prima a chiedere con chi non ha suonato piuttosto che con chi ha suonato. Il consuntivo dell’edizione 2017 è senza dubbio ampiamente positivo, a partire dalla partecipazione alla serata finale che con duemila spettatori è andata al di là delle aspettative. Azzeccata la scelta di piazzare un maxischermo fuori dalla rocca: molte delle persone arrivate tardi hanno deciso di fermarsi lì, ascoltando in tranquillità la musica davanti alle immagini in diretta. In quattro giorni la manifestazione ha sfiorato le cinquemila presenze, dato che conferma quanto il Serravalle Jazz sia uno dei grandi eventi culturali della provincia.
«Siamo felici del successo – è il commento del direttore artistico Maurizio Tuci – perché il riscontro con il pubblico è stato positivo non solo in termini numerici, ma anche qualitativamente. Tanti gruppi hanno elogiato la preparazione dei presenti, capaci di apprezzare sia il jazz raffinato che quello più movimentato». Altre parole importanti Tuci le aveva dette dal palco: «Il nostro era e vuole rimanere un festival di campagna, teniamo a questa dimensione, e chiunque si avvicina si rende conto che non c’è niente che non sia vero, niente di artefatto». Parlando nel dettaglio delle quattro serate, ci sono stati momenti graditi dagli appassionati di jazz, dal Dust Trio di Michele Rabbia, Andy Sheppard e Gianluca Petrella, al magnifico Frontal di Simone Graziano con Gabriele Evangelista e Stefano Tamborrino, passando per il duo Mauro Grossi-Matteo Scarpettini. Non sono mancate le occasioni per chi non è un frequentatore assiduo di questo genere musicale ma non resiste alle serate sotto le torri, come Lo Swing 10t di Nico Gori, il Barga Jazz Ensemble e naturalmente proprio il finale con il quintetto di Tullio De Piscopo. I pistoiesi sono stati rappresentati bene dal trio di Francesco Zampini e dal quintetto di Jacopo Fagioli. Infine è impossibile non citare le moltissime testimonianze di affetto e ammirazione, a base di percussioni, che sono arrivate a Luigi Tronci della Ufip, che ha ricevuto il premio Renato Sellani.
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