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Sequestrati all'imprenditore edile Giusti per un milione di euro
Pistoia, indagine della Finanza per il mancato pagamento di Iva e contributi previdenziali
PISTOIA. Conti correnti personali, ma soprattutto immobili di sua proprietà. Per un valore complessivo che supera il milione di euro. A tanto ammonta il valore dei beni sequestrati all’imprenditore pistoiese Giancarlo Giusti, nella sua qualità di legale rappresentante della Giusti per l’Edlizia. Ad eseguire il provvedimento, al termine degli accertamenti eseguiti nei mesi scorsi, è stato il nucleo di polizia tributaria del comando provinciale della Guardia di finanza. Si tratta di un sequestro preventivo per equivalente per il mancato pagamento dell’Iva e dei contributi previdenziali dei dipendenti dell’azienda relativi agli anni 2013 e 2014.
L’indagine delle Fiamme Gialle, coordinata dal procuratore della Repubblica Paolo Canessa e dal sostituto procuratore Fabio di Vizio, era partita dopo una segnalazione da parte della direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate. Su richiesta della procura, il provvedimento giudiziario è stato emesso dal dal gip del tribunale Patrizia Martucci. La somma evasa al fisco è stata così assicurata alle casse erariali attraverso il cosidetto “sequestro per equivalente”, in attesa della definizione del procedimento penale: in caso di condanna definitiva il sequestro si trasformerà in confisca.
Questo è in realtà solo l’ultimo atto del declino della Giusti per l’edilizia, che da anni ormai versa in gravissime difficoltà finanziarie. L’inchiesta penale è nata infatti dagli accertamenti scattati in automatico all’Agenzia delle entrate, come sempre avviene quando il sistema segnala il mancato versamento di imposte obbligatorie da parte di aziende o persone fisiche. In questo caso, l’Iva e i contributi previdenziali per le annualità fiscali 2013 e 2014. Partiti gli accertamenti e fatti i conti di quanto la Giusti avrebbe dovuto versare all’erario (sanzioni comprese), l’Agenzia ha concordato con l’azienda un piano di rientro, per il quale però sono state pagate soltanto le prime due rate.
Nel contempo, visto che l’importo per ciascun anno superava la soglia della rilevanza penale, è stata anche inviata, come prevede la legge, la segnalazione alla procura della Repubblica, che ha aperto un’inchiesta per evasione fiscale e ha affidato le indagini alla Guardia di Finanza. Al termine degli accertamenti delle Fiamme gialle, è stato chiesto ed ottenuto il sequestro preventivo dei beni: un modo da parte dello Stato per garantirsi il futuro incasso delle imposte di cui è creditore qualora Giancarlo Gusti fosse condannato in via definitiva.
«Fondamentale anche in questo caso – spiegano al comando provinciale delle Fiamme gialle – è la collaborazione istituzionale contro i reati economci instaurata tra la procura della Repubblica di Pistoia, l’Agenzia delle entrate e il comando provinciale della Guardia di finanza, allo scopo di contrastare efficacemente l’evasione fiscale e i reati tributari in materia di imposta sui redditi e di Iva».
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