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Sei famiglie senz’acqua da 10 giorni

Sei famiglie senz’acqua da 10 giorni

Pozzo asciutto e niente rete idrica: ora chiedono aiuto al sindaco

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QUARRATA. Sei abitazioni ricavate da una colonica di via Bocca di Gora e Tinaia a Quarrata, che attingono da un pozzo privato, sono senz’acqua dallo scorso 11 agosto. A denunciare la situazione che si protrae da quasi due settimane è Massimo Di Nubila, che, con la propria famiglia, vive in affitto in uno dei sei appartamenti.

«Le nostre case – spiega – non sono allacciate all’acquedotto, ma attingono da un pozzo. Abbiamo chiesto alla proprietaria degli appartamenti di trovare un modo per far arrivare l’acqua, ma lei non si è resa disponibile a trovare una soluzione. Abbiamo avanzato proposte anche a spese nostre, ma ci ha risposto di no. Se non piove siamo destinati a restare ancora a secco».

Così, con il caldo di agosto, i disagi quotidiani non sono certo mancati per gli inquilini delle abitazioni, in cui vivono anche bambini e anziani.

«Io e mia moglie – prosegue Massimo – abbiamo due bambini. Tutti i giorni dobbiamo andare a Prato da mia suocera per poterli lavare. A casa, poi, ci arrangiamo comprando l’acqua per cucinare, mentre per il bucato siamo costretti ad andare alle lavanderie a gettoni. Nelle stesse condizioni ci sono anche delle persone anziane. Avevamo fatto presente alla proprietaria i possibili disagi già a giugno, ma non c’è stato niente da fare».

Poi, nonostante le case non siano allacciate alla rete idrica, la decisione di rivolgersi al Comune per chiedere aiuto.

«Da quello che so – ricorda Massimo Di Nubila – era dall’inizio degli anni Novanta che qui non accadeva qualcosa del genere. In quell’occasione fu trovata una soluzione facendo appello al sindaco di allora. Per questo nei giorni scorsi siamo stati in Comune e il sindaco si è reso disponibile ad aiutarci».

«Le abitazioni in questione – osserva il sindaco di Quarrata Marco Mazzanti – hanno un pozzo privato e non sono allacciate all’acquedotto comunale. Stiamo cercando di capire se è possibile intervenire. Da parte nostra c’è la piena disponibilità a trovare una soluzione».

Tommaso Artioli

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