Il Tirreno

Pistoia

Ucciso dall’eroina fra rifiuti e abbandono

Ucciso dall’eroina fra rifiuti e abbandono

Emersa dopo il ritrovamento del cadavere di un 39enne la reale condizione dell’impianto sportivo

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PISTOIA. È stato un passante a trovarlo, il mattino dopo, giorno di Ferragosto, mentre portava a spasso il proprio cane. È stato lui che si è imbattuto in quel giovane uomo coperto di tatuaggi, rannicchiato su se stesso, irrigidito in una posa di dolore da una overdose fatale di eroina: inginocchiato tra le erbacce secche dell’aiuola, la testa fra le mani, appoggiata sullo zainetto. La siringa sporca di veleno incastrata fra gomito e tempia. È morto lì, nascosto agli occhi di tutti. In mezzo al degrado, all’immondizia, dietro un ciuffo di alberi. Aveva 39 anni e abitava a Bottegone con i genitori.

Un dramma che si è consumato a pochi passi dall’impianto sportivo Silvano Fedi di via Panconi, a fianco del parcheggio che guarda verso viale Adua. Ormai una delle zone più degradate di Pistoia, soprattutto da quando piscina e palestra sono state chiuse e lasciate in balìa della notte. Spacciatori, vandali, coppiette, tossicodipendenti in cerca di un angolo appartato in cui bucarsi. Come ha fatto attorno alla mezzanotte del 14 il 39enne pistoiese.

Il suo cadavere è stato scoperto attorno alle 8. Immediato l’intervento sul posto del medico del 118 e dell’ambulanza della Misericordia. Ma nessun soccorso era ormai possibile. Ci hanno pensato i carabinieri della Stazione di Pistoia e del Norm ad effettuare tutti i rilievi e gli accertamenti del caso, necessari per escludere qualunque responsabilità da parte di altre persone. E per identificare la vittima di quella che fin da subito è apparsa chiaramente come una overdose di eroina: a testimoniarlo, la siringa incastrata fra gomito e testa, caduta lì dopo l’iniezione mortale, forse nella vena della tempia. Tant’è che il magistrato non ha neppure disposto l’autopsia.

Dai documenti ritrovati nello zaino i carabinieri hanno avuto la conferma che si trattava di un tossicodipendente già noto alle forze dell’ordine. L’ultima volta era stato segnalato alla prefettura lo scorso luglio. Un passato normale il suo fino a un certo punto della vita, con un lavoro ben avviato e un futuro promettente. Prima di cadere nell’abisso della droga.

Il circolo Ho Chi Mihn di Porta al Borgo, dove la vittima era assai nota, ha organizzato una raccolta per contribuire alle spese per il funerale.

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