Il Tirreno

Pistoia

Trafficanti di rifiuti bloccati dalla Volante

I poliziotti del quarto turno della Squadra Volante con il furgone e i sacchi sequestrati in via del Chiassone
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I poliziotti del quarto turno della Squadra Volante con il furgone e i sacchi sequestrati in via del Chiassone

Da Prato a Pistoia per smaltire illegalmente nei cassonetti gli scarti delle aziende tessili

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PISTOIA. Gli uomini della Squadra volante l’hanno scorto da lontano, mentre erano impegnati in uno dei consueti servizi notturni di controllo del territorio. E hanno immediatamente capito come mai quel furgone bianco fosse lì fermo accanto ai cassonetti. La conferma è arrivata quando i poliziotti del quarto turno hanno aperto il portellone: all’interno, 18 sacchi neri da una cinquantina di chili ciascuno pieni di scarti tessili.

Erano all’incirca le 23,30 di giovedì 3 agosto in via del Chiassone, nella campagna fra la zona industriale di Sant’Agostino e Chiesina Montalese. A bordo del furgone, un marocchino e un senegalese, entrambi quarantenni con precedenti penali, che sono stati denunciati i a piede libero per il reato di conferimento e trasporto abusivi di rifiuti speciali non pericolosi. Hanno raccontato ai poliziotti di aver ricevuto quel carico di scarti da un’azienda tessile di Prato gestita da cinesi, senza però fornire alcun particolare aggiuntivo. Il furgone, di proprietà del cittadino marocchino, che risiede a Pistoia, è stato sequestrato.

Il fenomeno dell’abbandono di questo tipi di rifiuti nella nostra provincia è nato all’incirca un anno e mezzo fa, quando nella vicina Prato è stata via via estesa sempre più la raccolta porta a porta, con l’eliminazione del cassonetti. Le aziende tessili che vogliono disfarsi al nero dei propri scarti (il costo per rifiuti speciali non pericolosi si aggira fra i 150 e i 250 euro a tonnellata) devono perciò liberarsene oltre confine. Affidando il compito a bande che si stanno specializzando proprio in questo e che chiedono compensi irrisori, che vanno da 1 a 3 euro a sacco. Agiscono solitamente a coppie, utilizzando vecchi furgoni che sono poco più che rottami, acquistati per 3-400 euro e per questo sacrificabili nel caso vengano confiscati dalle forze dell’ordine.

Inizialmente, le zone degli scarichi illegali erano quelle della Piana pistoiese, poi, con l’intensificazione dei controlli da parte della Polizia di Stato e delle competenti polizie municipali, i corrieri del rifiuto hanno cominciato a spingersi in strade sempre più lontane e isolate. Strade buie e con poco traffico, come, appunto, via del Chiassone. La strategia più seguita è quella di appostarsi vicino ai cassonetti prescelti e aspettare che il camion della raccolta sia passato per svuotarli. Per poi gettarci dentro i grossi sacchi neri.

Nella tarda serata di giovedì però i due corrieri in questione non avevano fatto i conti con i poliziotti della Volante, che, ben consapevoli del fenomeno, da tempo battono a tappeto le zone in cui spesso vengono scaricati illegalmente i rifiuti tessili. I due hanno visto arrivare da lontano la pattuglia, e hanno cercato di allontanarsi, ma sono stati bloccati dopo un breve inseguimento nella zona del cimitero brasiliano e portati in questura.

Il cittadino marocchino, residente regolarmente in città, ha alcuni precedenti per reati contro la persona (è lui il proprietario del furgone), mentre il suo complice nigeriano, pregiudicato per stupefacenti, è clandestino: è stato perciò denunciato anche per non aver ottemperato al decreto di espulsione che da tempo gravava su di lui.
 

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