Il Tirreno

Pistoia

Le osservazioni al Piano del traffico bocciano la strada a nord

di Fabio Calamati
Una veduta aerea di Pistoia
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Una veduta aerea di Pistoia

Da Sant’Alessio a Pontenuovo, a viale Italia, tanti no alla chiusura della tangenziale. Presentate 8 richieste di modifica del Pums di Pistoia. Confcommercio: priorità ai parcheggi

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PISTOIA. Il completamento della tangenziale cittadina a nord, con la realizzazione della “strada di interquartiere” tra via Antonelli e viale Italia, non s’ha da fare. Questo dicono tre delle otto osservazioni presentate alla revisione del Piano urbano mobilità sostenibile (Pums), adottata il 13 marzo dal precedente consiglio comunale. A dire no alla cosiddetta “chiusura dell’anello” delle tangenziali cittadine non c’è più solo il comitato Sant’Alessio verde, che fu tra i primi a schierarsi contro l’ipotesi di nuova strada a nord, oltre dieci anni fa; un’osservazione critica l’ha firmata anche il comitato di Pontenuovo, come aveva già anticipato a novembre; e una terza arriva da un gruppo di cittadini di via di Bigiano e viale Italia. Tutti, in sostanza, dicono la stessa cosa: completare l’anello delle tangenziali intorno alla città porterebbe ad un appesantimento del traffico a nord, perché oggi gli automobilisti tendono a scendere verso sud (dove la tangenziale c’è) per passare da ovest a est e viceversa. Una volta chiuso l’anello, strade come via Sestini e la via Montalese si troverebbero ancor più oberate di traffico.

Ora, se si legge il programma elettorale del sindaco Alessandro Tomasi, si vede che la strada interquartiere non è citata espressamente: il centrodestra – in materia di circolazione – ha come priorità la creazione di parcheggi. Quindi le osservazioni anti-tangenziale nord potrebbero finire per trovare ascolto in giunta.

L’altro grande tema toccato da molte delle otto osservazioni è quello dei parcheggi. É in particolare la corposa osservazione della Confcommercio a toccare il tema. L’associazione chiede la realizzazione in tempi rapidi dei parcheggi all’ex Breda e all’ex Ceppo (che deve essere utilizzabile su tutte le 24 ore), l’introduzione di una tariffa gratuita per la prima mezz’ora di sosta e dopo le 17,30; la realizzazione di un parcheggio in struttura all’ex Mercato ortofrutticolo; infine l’installazione di display luminosi che indichino quanti posti liberi sono a disposizione nei vari parcheggi. Più in generale, Confcommercio chiede che non si prevedano ulteriori allargamenti della Ztl (ad esempio in via Pacini) prima che il recupero dell’ex ospedale del Ceppo sia completato.

Confcommercio chiede anche che il senso unico in via Carratica rimanga com’è adesso, in direzione del centro cittadino e non al contrario (come prevede il Pums); infine bene la riqualificazione di viale Adua ma senza introdurre i tratti a senso unico che ne spezzerebbero la possibilità di scorrimento nord-sud.

Questioni più locali sono toccate dalle altre osservazioni. In particolare, Pistoiambiente, la spa proprietaria del parcheggio del Lingottino, chiede che la sua struttura conservi l’attuale ingresso da piazza Treviso e non quello da via della Costituzione, che prevederebbe il Pums. Il comitato spontaneo di via Magni chiede che non vengano eliminati i posti auto sul lato destro della strada, mentre alcuni cittadini di via Desideri e strade limitrofe chiede provvedimenti per ridurre il traffico nella zona, oltre l’inversione del senso unico di via Dalmazia già previsto dal Pums ma giudicato insufficiente. Infine alcuni cittadini e la stessa Confcommercio chiedevano l’eliminazione della barriera di San Vitale, ma per questo la giunta Tomasi li ha già accontentati, annunciando una fase sperimentale da settembre con la riapertura di corso Gramsci (tranne all’entrata e all’uscita delle scuole).

Già, ma quando saranno discusse le osservazioni al Pums? L’impressione è che la giunta Tomasi voglia prendersi del tempo per sistemare alcune questioni urgenti in materia di traffico, come appunto la barriera di San Vitale. Solo in un secondo tempo sarà avviato un discorso organico. Tradotto, se ne dovrebbe parlare non prima dell’autunno inoltrato.

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