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Bertinelli: questo Pd ha bisogno di credibilità
Quindici giorni dopo l’annuncio della rinuncia al seggio in consiglio comunale, l’ex sindaco Samuele Bertinelli torna a rompere il silenzio
PISTOIA. Quindici giorni dopo l’annuncio della rinuncia al seggio in consiglio comunale, l’ex sindaco Samuele Bertinelli torna a rompere il silenzio autoimpostosi dopo la bruciante sconfitta al ballottaggio del 25 giugno. Con un nuovo post sulla sua pagina Facebook, Bertinelli informa di un’altra rinuncia: quella a partecipare all’assemblea comunale del Pd. “In coerenza con le scelte già maturate – scrive Bertinelli – credo infatti che il partito possa sviluppare così una riflessione più libera e radicale”. Ma Bertinelli non nasconde affatto quale sia la sua valutazione sulla sconfitta e punta il dito, mai con tanta decisione, su chi lo avrebbe in sostanza lasciato solo.
“Ho sempre avuto – scrive Bertinelli – la consapevolezza di guidare una esperienza amministrativa che, in quanto nutrita di istanze culturali, civili e morali, prima ancora che politiche e istituzionali, muoveva in direzione ‘ostinata e contraria’ rispetto allo spirito dei tempi”. Questa constatazione, spesso ripetuta da Bertinelli, era un appello politico per “difendere, ognuno con la propria sensibilità (anche con la critica, ndr) il senso di fondo di una esperienza autenticamente progressista”. Invece Bertinelli lamenta che lui e il progetto da lui rappresentato è stato abbandonato. “Ognuno di coloro che portano, a tutti i livelli, responsabilità nel Pd, sa perfettamente, in cuor suo, se e quanto abbia sostenuto davvero non un sindaco ma il governo di centrosinistra della città”. L’ex sindaco sottolinea la necessità di applicare lo Statuto, che prevede l’incompatibilità nel Pd tra cariche di responsabilità e azioni concrete contro le scelte del partito. Ma soprattutto auspica che si possa ricostruire “un tessuto unitario di partito e una qualche forma di credibilità collettiva”.
Difficile, peraltro, che il Pd si comportasse diversamente, visto che Bertinelli lo dipinge pienamente intriso dello “spirito dei tempi” e perciò dedito a “equilibri tattici ed insopportabili vicende correntizie” o addirittura alle “prospettive di carriera di questa o di quello”.
“Il mio pensiero più affettuoso – aggiunge l’ex sindaco – va ai ragazzi e alle ragazze, alle donne e agli uomini che hanno creduto davvero, ed ancora credono, ad una prospettiva di civiltà e di progresso, alla costruzione di una città più inclusiva e aperta”.
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