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Divorati dal fuoco 370 ettari di bosco
Il vento si è ridotto e l’emergenza sta rientrando. Briefing dell’assessore regionale con i Comuni di Pistoia e Montale
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SANTOMATO. Trecentosettanta ettari a fuoco. In larga parte territorio boscato, ma anche qualche uliveta. La stima del primo giorno ha lasciato il posto a una realtà molto più amara al terzo giorno di operazioni antincendio sulle colline tra Tobbiana, Fognano e Santomato. Ieri sera l’emergenza sembrava finalmente rientrare. I fronti del fuoco erano quasi del tutto domati. La bonifica è in corso, ma restano p molte zone da mettere in sicurezza per la presenza di materiale incombusto e temperature altissime sulle direttrici dov’è passato il fuoco.
Lunedì pomeriggio, alimentate dal vento, le fiamme avevano ripreso vigore su tre fronti, e l’impossibilità di utilizzare elicotteri e Canadair nelle ore notturne ha consentito solo operazioni di contenimento da terra. La lunga striscia di fuoco era visibile in tutta la Piana tra Prato e Pistoia. Fuliggine trasportata dal vento ricopriva le auto e si appoggiava su balconi e verande. In via Terrarossa, a Santomato, 4 persone sono state evacuate nella notte a causa del fumo denso. Altre famiglie sono state fatte allontanare dalle proprie abitazioni nel Montalese: in località Vizzano, in via Maone e Casello (dove resta chiuso l’agriturismo Il Pianaccio), via Canoro e Capanne, alcuni tratti di via Risorgimento. In totale una sessantina gli evacuati. Due famiglie di turisti stranieri hanno accettato di passare la notte nella sede della Misericordia di Montale, base d’appoggio per le emergenze del Piano comunale di Protezione civile.
Con il nuovo giorno tre elicotteri e un Canadair hanno ripreso la spola di viaggi dal bacino del Bilancino alle colline, dove si alzavano ancora, a macchia di leopardo, pennacchi di fumo bianco. Di 900 litri la portata d’acqua degli elicotteri della Regione, di 6mila litri quella di un Canadair. Il vento ha dato tregua, ma le previsioni annunciavano un reintensificarsi della sua azione nel pomeriggio. Dall’Unità di comando locale dei Vigili del fuoco (allestita alla fattoria Casalbosco di Santomato), e dalla Protezione civile regionale è stata fatta richiesta di un secondo Canadair per il pomeriggio. «Senza, con tutto il secco che c’è, non siamo in grado di vincere il fuoco», spiegavano i pompieri.
«Occorre scongiurare che l’incendio riprenda la via del nord, verso il passo dell’Acquifredula e dell’Acquiputoli», ha spiegato ieri mattina l’assessore all’Ambiente del Comune di Pistoia Alessio Bartolomei, arrivato alla fattoria Casalbosco con il responsabile della Protezione civile Angelo Biagini. Il Comune, con i mezzi e gli uomini dei Cantieri, si è messo al lavoro nel pomeriggio per creare una strada tagliafuoco nella zona a nord della fattoria Beretta.
Ieri mattina, a Santomato, erano presenti anche l’assessore montalese Emanuele Logli e e l’assessora regionale all’Ambiente Federica Fratoni. Al termine del briefing con i direttori operativi antincendi, i tecnici della Provincia e i Vigili del fuoco Fratoni ha parlato di «un ottimo lavoro di squadra. Da un primo riscontro l’area colpita risulta essere molto estesa, di circa 370 ettari». E mentre anche Bartolomei ringraziava i Vigili del fuoco, dalla Sala operativa della Protezione civile venivano forniti i dati dell’esercito di volontari che si sono resi disponibili nell’emergenza: 162 nei primi due giorni, suddivisi in 85 squadre, con 61 mezzi a disposizione. Per domare quello che è l’incendio di bosco più esteso che abbia mai colpito la nostra provincia, e partito con ogni probabilità dalla mano di uno o più piromani.
Sono intervenute squadre Vab da tutta la provincia, i volontari dell’Associazione Racchetta di Firenze, l’Anpas, il Centro studi naturali di Galceti, il Csn, l’Unione dei Comuni dell’Appennino pistoiese, della Garfagnana, della Lunigiana, della Valdibisenzio, del Mugello. Oltre a Misericordia e Croce d’Oro di Montale.
Tiziana Gori
Lunedì pomeriggio, alimentate dal vento, le fiamme avevano ripreso vigore su tre fronti, e l’impossibilità di utilizzare elicotteri e Canadair nelle ore notturne ha consentito solo operazioni di contenimento da terra. La lunga striscia di fuoco era visibile in tutta la Piana tra Prato e Pistoia. Fuliggine trasportata dal vento ricopriva le auto e si appoggiava su balconi e verande. In via Terrarossa, a Santomato, 4 persone sono state evacuate nella notte a causa del fumo denso. Altre famiglie sono state fatte allontanare dalle proprie abitazioni nel Montalese: in località Vizzano, in via Maone e Casello (dove resta chiuso l’agriturismo Il Pianaccio), via Canoro e Capanne, alcuni tratti di via Risorgimento. In totale una sessantina gli evacuati. Due famiglie di turisti stranieri hanno accettato di passare la notte nella sede della Misericordia di Montale, base d’appoggio per le emergenze del Piano comunale di Protezione civile.
Con il nuovo giorno tre elicotteri e un Canadair hanno ripreso la spola di viaggi dal bacino del Bilancino alle colline, dove si alzavano ancora, a macchia di leopardo, pennacchi di fumo bianco. Di 900 litri la portata d’acqua degli elicotteri della Regione, di 6mila litri quella di un Canadair. Il vento ha dato tregua, ma le previsioni annunciavano un reintensificarsi della sua azione nel pomeriggio. Dall’Unità di comando locale dei Vigili del fuoco (allestita alla fattoria Casalbosco di Santomato), e dalla Protezione civile regionale è stata fatta richiesta di un secondo Canadair per il pomeriggio. «Senza, con tutto il secco che c’è, non siamo in grado di vincere il fuoco», spiegavano i pompieri.
«Occorre scongiurare che l’incendio riprenda la via del nord, verso il passo dell’Acquifredula e dell’Acquiputoli», ha spiegato ieri mattina l’assessore all’Ambiente del Comune di Pistoia Alessio Bartolomei, arrivato alla fattoria Casalbosco con il responsabile della Protezione civile Angelo Biagini. Il Comune, con i mezzi e gli uomini dei Cantieri, si è messo al lavoro nel pomeriggio per creare una strada tagliafuoco nella zona a nord della fattoria Beretta.
Ieri mattina, a Santomato, erano presenti anche l’assessore montalese Emanuele Logli e e l’assessora regionale all’Ambiente Federica Fratoni. Al termine del briefing con i direttori operativi antincendi, i tecnici della Provincia e i Vigili del fuoco Fratoni ha parlato di «un ottimo lavoro di squadra. Da un primo riscontro l’area colpita risulta essere molto estesa, di circa 370 ettari». E mentre anche Bartolomei ringraziava i Vigili del fuoco, dalla Sala operativa della Protezione civile venivano forniti i dati dell’esercito di volontari che si sono resi disponibili nell’emergenza: 162 nei primi due giorni, suddivisi in 85 squadre, con 61 mezzi a disposizione. Per domare quello che è l’incendio di bosco più esteso che abbia mai colpito la nostra provincia, e partito con ogni probabilità dalla mano di uno o più piromani.
Sono intervenute squadre Vab da tutta la provincia, i volontari dell’Associazione Racchetta di Firenze, l’Anpas, il Centro studi naturali di Galceti, il Csn, l’Unione dei Comuni dell’Appennino pistoiese, della Garfagnana, della Lunigiana, della Valdibisenzio, del Mugello. Oltre a Misericordia e Croce d’Oro di Montale.
Tiziana Gori
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