Meteo
Tomasi carica i suoi «Potete fare la storia»
di Fabio Calamati
L’ultimo comizio sul Globo. «Ma noi abbiamo già vinto»
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. «Voi potete scrivere la storia. Questo vi deve muovere ora. Avete rotto un tabù, avete fatto crollare un muro. Noi la nostra battaglia l’abbiamo già vinta». Ultimo comizio di questa estenuante campagna elettorale per Alessandro Tomasi, candidato sindaco del centrodestra. Luogo scelto, il Globo, dove Tomasi ha parlato da un palco allestito al lato del Cafè du Globe, a diverse centinaia di sostenitori. Niente bandiere di partito, niente insegne identitarie, solo un mare di magliette gialle, sia tra la gente che sul palco, attorno al candidato sindaco. Tomasi, con la sua oratoria di frasi semplici e brevi, con i suoi toni orgogliosi ma contenuti, ha saputo scuotere la sua platea, mostrandole a portata di mano un passaggio storico, la vittoria del centrodestra a Pistoia, contro un centrosinistra che intanto è stato costretto a un ballottaggio dal risultato nient’affatto scontato.
«Noi siamo il cambiamento, noi siamo la rivoluzione» grida Tomasi. Ma nelle sue parole si intravede la soddisfazione di chi un grande, e inaspettato, risultato lo ha già colto. «Grazie alla mobilitazione di questi giorni, grazie a tanta gente che ha scelto di metterci la faccia, di schierarsi e lavorare con noi, avete buttato giù il muro che c’era in questa città. Ora nessuno dovrà più vergognarsi di votare a destra. É questa la vostra vittoria, grazie a voi abbiamo già vinto».
Ma per evitare cadute di tensione, Tomasi invita tutti ad un ultimo sforzo, nella giornata di oggi, ultima di campagna elettorale. E dopo aver incitato i suoi, non si dimentica di predicare comunque moderazione. «Dal giorno dopo le urne, finita la campagna elettorale, ci dobbiamo lasciare tutto alle spalle. I nostri avversari sono cittadini esattamente come voi, li dobbiamo rispettare. E anche adesso, vi chiedo di usare toni pacati nei confronti». Una raccomandazione che racconta da sola la durezza – e a tratti la violenza, per fortuna solo verbale – di una campagna elettorale tra le più dure degli ultimi decenni.
L’ultimo pensiero di Tomasi è per chi non riuscirà a vedere il risultato del ballottaggio. È suo nonno Pietro, morto a 88 anni due giorni fa. Tomasi lo ricorda e appare commosso, mentre attorno scatta il coro “Alessandro, Alessandro”. Prima che il microfono si spenga e parta la voce roca di Bob Dylan con la sua “Knockin’ on Heaven’s Door”.
«Noi siamo il cambiamento, noi siamo la rivoluzione» grida Tomasi. Ma nelle sue parole si intravede la soddisfazione di chi un grande, e inaspettato, risultato lo ha già colto. «Grazie alla mobilitazione di questi giorni, grazie a tanta gente che ha scelto di metterci la faccia, di schierarsi e lavorare con noi, avete buttato giù il muro che c’era in questa città. Ora nessuno dovrà più vergognarsi di votare a destra. É questa la vostra vittoria, grazie a voi abbiamo già vinto».
Ma per evitare cadute di tensione, Tomasi invita tutti ad un ultimo sforzo, nella giornata di oggi, ultima di campagna elettorale. E dopo aver incitato i suoi, non si dimentica di predicare comunque moderazione. «Dal giorno dopo le urne, finita la campagna elettorale, ci dobbiamo lasciare tutto alle spalle. I nostri avversari sono cittadini esattamente come voi, li dobbiamo rispettare. E anche adesso, vi chiedo di usare toni pacati nei confronti». Una raccomandazione che racconta da sola la durezza – e a tratti la violenza, per fortuna solo verbale – di una campagna elettorale tra le più dure degli ultimi decenni.
L’ultimo pensiero di Tomasi è per chi non riuscirà a vedere il risultato del ballottaggio. È suo nonno Pietro, morto a 88 anni due giorni fa. Tomasi lo ricorda e appare commosso, mentre attorno scatta il coro “Alessandro, Alessandro”. Prima che il microfono si spenga e parta la voce roca di Bob Dylan con la sua “Knockin’ on Heaven’s Door”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
