Italia
Voleva rubare migliaia di capi contraffatti che gli erano stati sequestrati: arrestato
Pistoia, ai domiciliari su ordine del giudice imprenditore già denunciato lo scorso maggio dalla Finanza di Firenze
PISTOIA. Nella mattinata di oggi, mercoledì 21 giugno, i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Firenze hanno eseguito un provvedimento restrittivo della libertà personale degli arresti domiciliari nei confronti di un cittadino cinese (Hu Shoumian, 40 anni), residente a Signa (Firenze) emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Pistoia Alessandro Buzzegoli, su richiesta della Procura della Repubblica diretta dal procuratore Capo Paolo Canessa. Il cittadino cinese è indagato per reati di contraffazione, ricettazione e violazione della pubblica custodia di cose.
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Il provvedimento eseguito oggi dalle Fiamme Gialle del Nucleo polizia tributaria costituisce la prosecuzione dell’attività investigativa – coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco - che aveva portato già nel mese scorso all’esecuzione di due misure cautelari di natura interdittiva disposte dall’autorità giudiziaria di Pistoia nei confronti di altrettanti soggetti (obbligo di dimora e di firma per Salvatore Arcidiacono, 66enne di origini siciliane residente a Massa e Cozzile, e Luciano Cossari, 59 anni di Lastra a Signa), nonché al sequestro di oltre 55 mila articoli di pelletteria contraffatti di elevatissima fattura, completi di certificati di garanzia (abilmente artefatti e/o originali provenienti da alcuni furti), dei modelli più in voga di famose griffe quali “Cloe’”, “Prada”, “Gucci”, “Chanel”, “Louis Vuitton”, “Valentino”, “Miu Miu”, “Hermes” e “Celine”.
In particolare, le gravi responsabilità penali (relative all'articolo 351 del codice penale) contestate al cittadino cinesefinito ai domiciliari, al quale erano stati sequestrati gran parte degli articoli di pelletteria illegalmente prodotti, sono riconducibili al fatto che l'uomo si sarebbe accordato, in due diverse occasioni, con altri soggetti sempre di nazionalità cinese al fine organizzare il furto (non andato poi a buon fine per il tempestivo intervento delle forze dell'ordine) degli articoli loro sequestrati (costituenti corpo di reato), che, dopo essere stati catalogati, erano stati affidati un custode giudiziale appositamente nominato, in attesa degli sviluppi del procedimento penale.
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