E il Pd fa quadrato attorno al sindaco
Appello al voto firmato da segretari, parlamentari ed esponenti della Regione
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PISTOIA. L’impegno è sottoscritto dai vertici Pd a tutti i livelli, dal segretario regionale Dario Parrini a quello provinciale Riccardo Trallori, al cittadino Alessandro Giovannelli (l’unico davvero vicino a Bertinelli nella geografia interna del Pd). In più, i rappresentanti nelle istituzioni, dai parlamentari Caterina Bini, Edoardo Fanucci e Vannino Chiti ai consiglieri regionali Baldi e Niccolai, all’assessore regionale Federica Fratoni. Tutti insieme per dichiarare tre cose: che le elezioni dell’11 giugno sono andate peggio del previsto, che “si tratta di un chiaro segnale che la comunità pistoiese ha inteso dare” e che ora la sfida si rilancia ribadendo l’unità intorno al candidato Samuele Bertinelli.
A parte le valutazioni sul voto, sembrerebbe una ripetizione dell’ovvio, non ci fossero di mezzo i voti, più di 4.500, raccolti dall’ex dirigente Pd Stefano Bartoli, renziano doc, che ha messo nel mirino Bertinelli e la sua amministrazione per tutta la campagna elettorale. È ora a chi ha dato quei voti (e quelli finiti a Ginevra Lombardi e a Francesca Barontini, le altre due candidate sindache di area progressista), che il Pd si rivolge per “ascoltare innanzitutto, cercando fin da subito un confronto”.
La nota del partito riconosce che “sono stati anni complessi e hanno richiesto scelte dure, di responsabilità”. Ma ora “occorre far sentire crescentemente la nostra presenza tra i cittadini, il sostegno ai settori produttivi, alle categorie economiche, al mondo del volontariato e dell'associazionismo”. La scelta del ballottaggio non lascia spazio a “terze vie e soluzioni di compromesso”. Il centrosinistra è del tutto alternativo al centrodestra, “nelle appartenenze e nelle radici da cui Bertinelli e Tomasi provengono” ma anche e soprattutto nei programmi “sul sociale, sulla qualità della sanità pubblica e del suo rapporto fondamentale con la Società della Salute ed il territorio, sulla crescita economica di qualità che parta da Pistoia Capitale della Cultura come motore propulsore capace di orientare le politiche pubbliche del Comune”. “Per tutte queste ragioni – conclude l’appello – chiediamo alla città di proseguire insieme a noi, a fianco di Samuele, in questa bella sfida. Insieme, per Pistoia”.
A parte le valutazioni sul voto, sembrerebbe una ripetizione dell’ovvio, non ci fossero di mezzo i voti, più di 4.500, raccolti dall’ex dirigente Pd Stefano Bartoli, renziano doc, che ha messo nel mirino Bertinelli e la sua amministrazione per tutta la campagna elettorale. È ora a chi ha dato quei voti (e quelli finiti a Ginevra Lombardi e a Francesca Barontini, le altre due candidate sindache di area progressista), che il Pd si rivolge per “ascoltare innanzitutto, cercando fin da subito un confronto”.
La nota del partito riconosce che “sono stati anni complessi e hanno richiesto scelte dure, di responsabilità”. Ma ora “occorre far sentire crescentemente la nostra presenza tra i cittadini, il sostegno ai settori produttivi, alle categorie economiche, al mondo del volontariato e dell'associazionismo”. La scelta del ballottaggio non lascia spazio a “terze vie e soluzioni di compromesso”. Il centrosinistra è del tutto alternativo al centrodestra, “nelle appartenenze e nelle radici da cui Bertinelli e Tomasi provengono” ma anche e soprattutto nei programmi “sul sociale, sulla qualità della sanità pubblica e del suo rapporto fondamentale con la Società della Salute ed il territorio, sulla crescita economica di qualità che parta da Pistoia Capitale della Cultura come motore propulsore capace di orientare le politiche pubbliche del Comune”. “Per tutte queste ragioni – conclude l’appello – chiediamo alla città di proseguire insieme a noi, a fianco di Samuele, in questa bella sfida. Insieme, per Pistoia”.
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