Italia
L’ombra del ballottaggio si allunga sul Bertinelli-bis
L’alto numero di candidati e liste rende più difficile una conferma al primo turno L’attivismo del sindaco uscente, gli strali polemici di Bartoli, le scelte dei 5 Stelle
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PISTOIA. Dopo le ultime manifestazioni pubbliche di ieri e prima dell’apertura dei seggi, domani mattina alle 7, oggi è il giorno del silenzio elettorale per i nove candidati sindaci in corsa verso Palazzo di Giano e per i 614 aspiranti consiglieri comunali. Si è conclusa una campagna elettorale di quasi due mesi, combattuta a suon di incontri in città e di propaganda sui social network, più che di dibattiti roventi e di scambi polemici pubblici. Ogni candidato ha badato soprattutto a parlare al proprio elettorato, cercando magari di convincere i dubbiosi, quei 30.000 e rotti pistoiesi che nel 2012 non andarono alle urne.
Si è dato molto da fare Samuele Bertinelli, dividendosi tra cene e incontri (sono venuti a sostenerlo due ministri come Delrio e Martina, ma anche due “eretici” rispetto al Pd come il governatore Rossi e l’ex sindaco di Milano Pisapia) e campagna elettorale porta a porta, soprattutto nei centri periferici. E tanto attivismo del primo cittadino ha portato una ventata di ottimismo nel suo entourage. Ciò nonostante, Bertinelli rischia seriamente di non bissare il successo al primo turno del 2012. I rapporti difficili tra Comune e commercianti, mondo del vivaismo e pianeta sport pesano come piombo nelle ali di un sindaco che potrebbe vantare la conquista di un riconoscimento importante come la nomina della città a Capitale della cultura, ma anche successi amministrativi come la riduzione del debito e il risanamento del bilancio, in anni terribili per le finanze locali.
Inoltre, contro il sindaco uscente non c’è solo il centrodestra compatto sotto le insegne di Alessandro Tomasi, ma anche candidature e liste di area palesemente progressista, come quelle del renzianissimo Roberto Bartoli, dell’ex assessora all’ambiente Ginevra Lombardi e dell’avvocata Francesca Barontini, sostenuta dai civatiani e da Sinistra italiana. Bertinelli ha risposto mobilitando quella parte di città che più si riconosce nel suo progetto e nelle sue visioni e schierandola in ben 5 liste civiche a fianco delle 4 più propriamente partitiche. Basterà una simile coalizione a sfondare il muro del 50%? E se no, dando per scontato che comunque Bertinelli sarà il più votato, chi sarà l’avversario? Tomasi può contare su un centrodestra per la prima volta compatto a Pistoia, ma deve a sua volta fare i conti con la lista civica dell’ex forzitalico Alessandro Sabella. L’affollato comizio sul Globo con Giorgia Meloni è stata però una iniezione di fiducia. Meno probabile è che lo sfidante sia il Cinque Stelle Nicola Maglione, che ha puntato tutta la campagna elettorale sulla distinzione del suo movimento dalla “partitocrazia” imperante: un messaggio di grande forza per elezioni politiche, ma che potrebbe non esserlo altrettanto in un voto amministrativo. La sorpresa potrebbe allora arrivare da Roberto Bartoli, il candidato sindaco che ha scelto senz’altro la linea più aggressiva nei confronti di Bertinelli e della sua amministrazione, dipinta a tinte assai fosche. Bertinelli non hareplicato agli affondo di Bartoli, concedendosi solo un po’ di ironia quando il consiglio dei ministri ha stanziato i 18 milioni per il piano di riqualificazione di Bottegone proprio il giorno dopo che Bartoli aveva ripetuto per l’ennesima volta che quei soldi non sarebbero arrivati.
Diversa la scelta delle due donne avversarie “di sinistra” di Bertinelli: nessuna delle due ha alimentato polemiche, Lombardi si è concentrata invece sulle proposte (qualcuna decisamente inedita, come una cittadella dello sport all’Annona), Barontini ha badato soprattutto a riaffermare il profilo progressista e di sinistra della sua proposta.
Fabio Calamati
Si è dato molto da fare Samuele Bertinelli, dividendosi tra cene e incontri (sono venuti a sostenerlo due ministri come Delrio e Martina, ma anche due “eretici” rispetto al Pd come il governatore Rossi e l’ex sindaco di Milano Pisapia) e campagna elettorale porta a porta, soprattutto nei centri periferici. E tanto attivismo del primo cittadino ha portato una ventata di ottimismo nel suo entourage. Ciò nonostante, Bertinelli rischia seriamente di non bissare il successo al primo turno del 2012. I rapporti difficili tra Comune e commercianti, mondo del vivaismo e pianeta sport pesano come piombo nelle ali di un sindaco che potrebbe vantare la conquista di un riconoscimento importante come la nomina della città a Capitale della cultura, ma anche successi amministrativi come la riduzione del debito e il risanamento del bilancio, in anni terribili per le finanze locali.
Inoltre, contro il sindaco uscente non c’è solo il centrodestra compatto sotto le insegne di Alessandro Tomasi, ma anche candidature e liste di area palesemente progressista, come quelle del renzianissimo Roberto Bartoli, dell’ex assessora all’ambiente Ginevra Lombardi e dell’avvocata Francesca Barontini, sostenuta dai civatiani e da Sinistra italiana. Bertinelli ha risposto mobilitando quella parte di città che più si riconosce nel suo progetto e nelle sue visioni e schierandola in ben 5 liste civiche a fianco delle 4 più propriamente partitiche. Basterà una simile coalizione a sfondare il muro del 50%? E se no, dando per scontato che comunque Bertinelli sarà il più votato, chi sarà l’avversario? Tomasi può contare su un centrodestra per la prima volta compatto a Pistoia, ma deve a sua volta fare i conti con la lista civica dell’ex forzitalico Alessandro Sabella. L’affollato comizio sul Globo con Giorgia Meloni è stata però una iniezione di fiducia. Meno probabile è che lo sfidante sia il Cinque Stelle Nicola Maglione, che ha puntato tutta la campagna elettorale sulla distinzione del suo movimento dalla “partitocrazia” imperante: un messaggio di grande forza per elezioni politiche, ma che potrebbe non esserlo altrettanto in un voto amministrativo. La sorpresa potrebbe allora arrivare da Roberto Bartoli, il candidato sindaco che ha scelto senz’altro la linea più aggressiva nei confronti di Bertinelli e della sua amministrazione, dipinta a tinte assai fosche. Bertinelli non hareplicato agli affondo di Bartoli, concedendosi solo un po’ di ironia quando il consiglio dei ministri ha stanziato i 18 milioni per il piano di riqualificazione di Bottegone proprio il giorno dopo che Bartoli aveva ripetuto per l’ennesima volta che quei soldi non sarebbero arrivati.
Diversa la scelta delle due donne avversarie “di sinistra” di Bertinelli: nessuna delle due ha alimentato polemiche, Lombardi si è concentrata invece sulle proposte (qualcuna decisamente inedita, come una cittadella dello sport all’Annona), Barontini ha badato soprattutto a riaffermare il profilo progressista e di sinistra della sua proposta.
Fabio Calamati
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