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Pisapia vota Bertinelli «favoloso sindaco»
A Pistoia come a Milano, la chiave del futuro, per i due, è un centrosinistra netto nelle scelte ma aperto
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PISTOIA. «Come è possibile poter pewnsare di cambiare questo favoloso sindaco che avete?». La domanda retorica rivolta al pubblico (circa 150 persone) assiepato nella sala Terzani della biblioteca San Giorgio ha suggellato – se ce ne fosse stato bisogno – l’amore politico tra Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano e fondatore di “Campo progressista” e Samuele Bertinelli, candidato sindaco per il centrosinistra a Pistoia. I due erano protagonisti di un incontro sui temi della politica e del futuro della sinistra.
Pisapia ha sottolineato l’importanza di esperienze che, come la sua a Milano, quella di Pistoia ma anche altre in giro per l’Italia, da Lucca a Cagliari, si sforzino di governare città con un centrosinistra largo, che includa al suo interno forze civiche, ambientaliste, del cattolicesimo democratico.
Pisapia ha detto di ritrovare molto della sua esperienza a Milano nel resoconto dei cinque anni di Bertinelli sindaco. E ha definito Pistoia come città «inclusiva, innovativa e internazionale» ma anche dedita a sviluppare «assistenza, autonomia e abbattimento del debito».
Prima di lui aveva parlato Bertinelli, con un intervento centrato su temi politici generali. A parere del sindaco uscente la difficile situazione italiana ed internazionale (Bertinelli ha usato parole molto preoccupate al ritguardo), stretta tra crisi economica e incertezze politiche, avrebbe bisogno di una «nuova fioritura democratica», che non può fare a meno del Pd ma che sia aperta a tutto il campo della sinistra, si riconosca o meno nei partiti tradizionali. No, quindi, ad intese implicite o esplicite con il centrodestra ma sì ad una nuova stagione politica che somiglia molto a quella del primo Ulivo di Prodi. Per edificare la quale Bertinelli è convinto che anche l’esperienza di Pistoia possa dare un contributo. Naturalmente se verrà rieletto. (f.cl.)
Pisapia ha sottolineato l’importanza di esperienze che, come la sua a Milano, quella di Pistoia ma anche altre in giro per l’Italia, da Lucca a Cagliari, si sforzino di governare città con un centrosinistra largo, che includa al suo interno forze civiche, ambientaliste, del cattolicesimo democratico.
Pisapia ha detto di ritrovare molto della sua esperienza a Milano nel resoconto dei cinque anni di Bertinelli sindaco. E ha definito Pistoia come città «inclusiva, innovativa e internazionale» ma anche dedita a sviluppare «assistenza, autonomia e abbattimento del debito».
Prima di lui aveva parlato Bertinelli, con un intervento centrato su temi politici generali. A parere del sindaco uscente la difficile situazione italiana ed internazionale (Bertinelli ha usato parole molto preoccupate al ritguardo), stretta tra crisi economica e incertezze politiche, avrebbe bisogno di una «nuova fioritura democratica», che non può fare a meno del Pd ma che sia aperta a tutto il campo della sinistra, si riconosca o meno nei partiti tradizionali. No, quindi, ad intese implicite o esplicite con il centrodestra ma sì ad una nuova stagione politica che somiglia molto a quella del primo Ulivo di Prodi. Per edificare la quale Bertinelli è convinto che anche l’esperienza di Pistoia possa dare un contributo. Naturalmente se verrà rieletto. (f.cl.)
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