Il Tirreno

Pistoia

«Profughi nell’ex questura? Follia» 

«Profughi nell’ex questura? Follia» 

Il senatore della Lega, Centinaio, in via Macallè col candidato a sindaco Tomasi

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PISTOIA. «I migranti vanno identificati con rapidità e coloro che risultano che hanno diritto di essere accolti bisogna attivarsi per ospitarli e seguirli in strutture idonee ma non nei centri delle città. Gli altri, che secondo noi sono il 60% di coloro che sbarcano sulle coste italiane, risultando irregolari devono essere immediatamente accompagnati alle frontiere». Il capogruppo al senato della Lega Nord, Gian Marco Centinaio è arrivato ieri mattina davanti all’ex questura di Pistoia in via Macallè per testimoniare il no netto della Lega Nord all’ipotesi ventilata, ma parsa fin da subito campata in aria, di utilizzare il palazzo ora vuoto per ospitare centocinquanta migranti. «Se accadesse sarebbe una cosa mai vista in nessun’altra città d’Italia - conclude Centinaio - Non possiamo spendere soldi per integrare persone che non hanno diritto di stare in Italia. Abbiamo altre urgenze». Sulla stessa linea il candidato sindaco del centrodestra, Alessandro Tomasi, «Se diventerò io sindaco non darò mai l’autorizzazione al cambio di destinazione di questo immobile per accogliere i migranti - dice Tomasi - E mi auguro che altrettanto faccia Bertinelli, anche se sono certo che non sarà più lui il sindaco di questa città».
Nel gruppo dei leghisti che si sono dati appuntamento in via Macallè arriva anche Federica Ebis, segretaria di una sezione di Brescia della LN, che racconta la sua brutta avventura avuta con la Giustizia: «Mi hanno condannata a pagare duemila euro a tre cooperative che gestiscono i migranti solo per aver detto che lucrano sul traffico di clandestini».

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