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Ecco le giovani sentinelle della cultura
«È un’esperienza unica che ci permette di seguire relatori di alto livello ma anche di stare a contatto con la gente»
PISTOIA. Nel 2010 per la prima edizione di “Dialoghi sull’uomo” erano più o meno 200 i volontari che collaboravano al Festival. Quest’anno sono addirittura più del doppio. E non è solo una crescita numerica quella che ha portato l’edizione 2017 alla cifra record di 409 volontari, tra studenti delle superiori, universitari, associazioni culturali del territorio fino ad un gruppo di richiedenti asilo.
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È una crescita del coinvolgimento di una città, che per tre giorni ha come biglietto da visita per turisti e visitatori, un esercito di magliette bianche e di sorrisi. Una bella cartolina di Pistoia Capitale della Cultura. «Una turista olandese - racconta Federica Chiti, studentessa all’ultimo anno del Liceo Scientifico all’istituto “Scuole Mantellate”- ci ha chiesto indicazioni per una trattoria. Io l’ho accompagnata, parlando con lei un po’ in italiano, un po' in inglese. Mi ha detto di essere piacevolmente sorpresa da tutti questi giovani in giro per Pistoia, la prima città della Toscana che visitava in un tour di alcuni giorni». Fa caldo, è l’ora di pranzo di un sabato di maggio che riscalda come d’estate. Ma al punto informazioni principale del festival, in piazza Duomo, i ragazzi non mollano il loro posto assegnatogli nelle riunioni che hanno stabilito le “squadre” di volontari operative nei vari ambiti del festival: oltre ai punti informativi, si può entrare a far parte dell’ufficio stampa, del team di fotografi e di quello che cura i social. Sempre meglio che andare a scuola, penserebbe qualcuno. E invece ecco che Federica, Monica e Lorenzo sfatano questo mito.
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«Noi a scuola il sabato non ci andiamo- spiega Lorenzo Bardelli- ma oggi siamo qui con piacere. È il secondo anno che faccio il volontario, ho scelto di ripetere quest’esperienza perché mi è piaciuta l’anno scorso. Mentre prestiamo il nostro servizio, abbiamo la possibilità di parlare le lingue straniere con i turisti ed ascoltare gli incontri. Magari di relatori che non conosciamo prima ma che, come nel caso di Edoardo Albinati, ho trovato molto interessanti. Senti cose che ritrovi nei libri scolastici e che ci aiutano nel percorso di studio».
«È bello vedere così tante persone che vengono a Pistoia apposta per questo Festival- dice Monica Covili - ed è bello poterle aiutare a scoprire meglio la nostra città. Ci sono molti pistoiesi ma, parlando con loro, mi sembra che tante siano le persone che vengono da fuori». Edoardo Aiuti e Martina Galleja frequentano la quarta all’Istituto tecnico commerciale “Aldo Capitini” di Agliana. Per loro è il primo anno da volontari. «Abbiamo scelto questo evento per fare un po’ di ore nel progetto alternanza scuola- lavoro- dicono- è un’esperienza divertente e non noiosa, che dà l’opportunità di conoscere e confrontarsi con tanti altri ragazzi di altre scuole di tutta la provincia». In questa marea variegata di sentinelle, c’è anche Rosa Spera che a prima vista non sembra una studentessa, anche se la passione con cui risponde alle domande dei passanti è la stessa dei giovanissimi colleghi volontari. «Faccio parte degli amici della San Giorgio - dice Rosa - per me è un’esperienza bellissima essere volontaria qui sia perché posso partecipare ad un evento così importante sia per il piacere di vedere Pistoia piena di giovani. Ho iniziato il mio servizio, dando informazioni ad una professoressa con la sua scolaresca in gita da Milano proprio per i “Dialoghi”».
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