Meteo
Il Tar sancisce: ok il bilancio 2016 respinto il ricorso del centrodestra
Il sindaco Betti soddisfatto, si toglie i sassolini dalle scarpe: ora qualcuno dovrebbe dimettersi I consiglieri Risaliti, Fedi, Polvani e Bruni dovranno risarcire quattromila euro di spese legali
2 MINUTI DI LETTURA
MONTALE. Il Tribunale amministrativo regionale per la Toscana ha dato ragione al Comune di Montale, respingendo il ricorso presentato dai consiglieri del gruppo di opposizione Centrodestra Unito e da un cittadino contro il bilancio di previsione 2016 dell'ente, che fu approvato nell’aprile 2016. Il Tar ha inoltre condannato i ricorrenti - tra cui i consiglieri comunali Gianna Risaliti, Alberto Fedi, Dino Polvani e Martina Bruni – a pagare al Comune 4.000 euro più le spese accessorie.
Al centro del riscorso, presunte irregolarità nei tempi e nelle procedure di approvazione del bilancio 2016. Tra le contestazioni, la mancanza di un punto specifico all'ordine del giorno e di una specifica deliberazione per l'approvazione del piano finanziario della Tari (tassa sui rifiuti) e delle relative tariffe nel consiglio comunale dell’aprile 2016 in cui il provvedimento fu votato. Ma il Tar ha deciso che non vi erano motivi per mettere in dubbio la legittimità del bilancio comunale.
«Esprimiamo soddisfazione per questa sentenza – commenta il sindaco di Montale, Ferdinando Betti – Il Tar ha confermato che l’amministrazione era nel giusto. Eravamo stati accusati di non saper presentare gli atti, in spregio alla legalità. Questa sentenza dimostra che qualche volta sarebbe opportuno un atteggiamento più riflessivo».
Il riferimento di Betti è a Gianna Risaliti, nella scorsa legislatura vicesindaco e assessore al bilancio, oggi alla guida del gruppo di opposizione di centrodestra che ha promosso il ricorso. «Se in passato fossi stato vicesindaco e assessore al bilancio – prosegue Betti - dopo una sentenza del genere sentirei di dover trarre delle conclusioni».
Il sindaco punta poi il dito sulle conseguenze dell’azione che ha costretto l'ente a sostenere delle spese per difendersi. «I consiglieri del centrodestra – sottolinea – sono stati condannati a rimborsare al Comune 4.000 euro. Resta il fatto che il Comune deve pagare 7.000 euro all’avvocato per la difesa di fronte al Tar. È giusto che i cittadini sappiano che il ricorso del centrodestra respinto dal Tribunale ha prodotto costi che ricadono sulla collettività».
«Questa sentenza – aggiunge il vicesindaco e assessore al bilancio, Emanuele Logli – non solo dà atto della correttezza degli uffici comunali che hanno istruito gli atti, ma anche della correttezza dell’operato della giunta e del lavoro svolto in consiglio comunale dal gruppo di maggioranza, più volte accusato dal centrodestra di essere antidemocratico. Questo atteggiamento crea un clima di scontro tra le parti. Sarebbe stato meglio allora discutere nel merito del bilancio che il consiglio comunale stava approvando. Diversamente, in quella occasione fu discusso di tutto e non del bilancio di previsione, con i consiglieri di opposizione che uscirono dall'aula».
Tommaso Artioli
Al centro del riscorso, presunte irregolarità nei tempi e nelle procedure di approvazione del bilancio 2016. Tra le contestazioni, la mancanza di un punto specifico all'ordine del giorno e di una specifica deliberazione per l'approvazione del piano finanziario della Tari (tassa sui rifiuti) e delle relative tariffe nel consiglio comunale dell’aprile 2016 in cui il provvedimento fu votato. Ma il Tar ha deciso che non vi erano motivi per mettere in dubbio la legittimità del bilancio comunale.
«Esprimiamo soddisfazione per questa sentenza – commenta il sindaco di Montale, Ferdinando Betti – Il Tar ha confermato che l’amministrazione era nel giusto. Eravamo stati accusati di non saper presentare gli atti, in spregio alla legalità. Questa sentenza dimostra che qualche volta sarebbe opportuno un atteggiamento più riflessivo».
Il riferimento di Betti è a Gianna Risaliti, nella scorsa legislatura vicesindaco e assessore al bilancio, oggi alla guida del gruppo di opposizione di centrodestra che ha promosso il ricorso. «Se in passato fossi stato vicesindaco e assessore al bilancio – prosegue Betti - dopo una sentenza del genere sentirei di dover trarre delle conclusioni».
Il sindaco punta poi il dito sulle conseguenze dell’azione che ha costretto l'ente a sostenere delle spese per difendersi. «I consiglieri del centrodestra – sottolinea – sono stati condannati a rimborsare al Comune 4.000 euro. Resta il fatto che il Comune deve pagare 7.000 euro all’avvocato per la difesa di fronte al Tar. È giusto che i cittadini sappiano che il ricorso del centrodestra respinto dal Tribunale ha prodotto costi che ricadono sulla collettività».
«Questa sentenza – aggiunge il vicesindaco e assessore al bilancio, Emanuele Logli – non solo dà atto della correttezza degli uffici comunali che hanno istruito gli atti, ma anche della correttezza dell’operato della giunta e del lavoro svolto in consiglio comunale dal gruppo di maggioranza, più volte accusato dal centrodestra di essere antidemocratico. Questo atteggiamento crea un clima di scontro tra le parti. Sarebbe stato meglio allora discutere nel merito del bilancio che il consiglio comunale stava approvando. Diversamente, in quella occasione fu discusso di tutto e non del bilancio di previsione, con i consiglieri di opposizione che uscirono dall'aula».
Tommaso Artioli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
