Il presidio
Migranti all’ex questura, manca l’idoneità
Per il Comune lo stabile di via Macallè è destinato ad uffici. La prefettura inizia il controllo degli edifici proposti
PISTOIA. L’ex questura di via Macallé non avrebbe i requisiti urbanistici per ospitare 150 migranti, come invece propone la Oltreilmare srl, di Castagneto Carducci, uno dei partecipanti alla gara per la prima accoglienza dei migranti a Pistoia tra giugno e dicembre 2017 indetta dalla prefettura. Il palazzo ha, allo stato attuale, una destinazione urbanistica a scopi direzionali, cioè uffici pubblici o privati. Il necessario cambio di destinazione d’uso non vede, come si è capito dall’intervento del sindaco Samuele Bertinelli, favorevole l’amministrazione comunale. E fondamentali sono anche i pareri di Vigili del fuoco e Asl: in caso di centri di accoglienza per un numero di migranti superiore a cento l’immobile dovrebbe essere adeguato da un punto di vista della normativa anti incendio, con interventi superiori al milione di euro. Quindi l’ex questura non ha le carte in regola per accogliere i 150 migranti previsti, e non l’avrà verosimilmente neanche in futuro. L’inserimento della candidatura avanzata dalla srl Oltreilmare nella graduatoria stilata dalla prefettura (sia pure all’ultimo posto su 9) non è quindi sinonimo di idoneità della struttura, come era apparso inizialmente.
Pochi giorni fa la prefettura ha concluso la gara per il nuovo affidamento del servizio di prima accoglienza dei richiedenti asilo. Le strutture presenti in provincia ne ospitano quasi un migliaio. Sulla base delle disposizioni del Ministero dell’Interno, in provincia aumenteranno di altri 214. Dodici le proposte giunte sui tavoli della prefettura, che ha indetto il bando di gara: ma 3 sono state scartate perché non in possesso di tutti i requisiti richiesti, mentre 9 sono state accolte. Tra loro, quella della società Oltreilmare srl, che si è piazzata ultima.
Bertinelli ha subito parlato con il prefetto Angelo Ciuni, esprimendogli la propria «radicale contrarietà». «Si tratta di un’opzione dannosa e del tutto irragionevole, non soltanto in ragione del luogo scelto, inidoneo per ospitare il servizio, ma anche per il numero troppo alto di persone e per il fatto che ad avanzare la proposta non sia un soggetto professionalmente attrezzato».
Dal canto suo il prefetto Ciuni, che in campagna elettorale preferisce non rilasciare dichiarazioni, si dice stupito dal clamore. Una fuga in avanti sui tempi che non ha ragion d’essere. La prefettura inizialmente emette il bando e verifica se i requisiti di chi vi partecipa, da un punto di vista formale, sono adeguati. Quelli di Oltreilmare lo sono. C’è poi una successiva fase, in cui sarà verificata l’idoneità urbanistica del luogo indicato. E per l’ex questura sarebbe necessario un cambio di destinazione d’uso che il Comune non ha intenzione di avallare, oltre al via libera di Asl e pompieri che non verrà dato senza importanti interventi di ristrutturazione e adeguamento alle normative antincendio.
Intanto il responsabile di Oltreilmare, Cesare Merciai, afferma di non poter rilasciare dichiarazioni: «Rispondo solo alla prefettura». É circa la contrarietà del sindaco all’ipotesi di trasformare l’ex questura in un centro di accoglienza per migranti? «Sono riuscito a fare campi (profughi, ndr) anche in una città leghista. Quello che mi sta a cuore sono questi ragazzi. Quando capiterò a Pistoia avrò l’occasione di parlare anche col sindaco».
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