Il Tirreno

Pistoia

San Giorgio, da 10 anni produce cultura 

di Elisa Pacini
San Giorgio, da 10 anni produce cultura 

La direttrice Rasetti: «Costiamo un milione al Comune, ma ogni giorno qui entrano mille persone, giovani e non solo»

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PISTOIA. Se Pistoia è Capitale della cultura, la biblioteca San Giorgio è il suo cuore pulsante. Con quasi 1.000 ingressi giornalieri, per una media di presenze che in questi 10 anni di vita non è mai scesa sotto le 300.000 l'anno, con punte di 350.000, è una città nella città dove la parola “cultura” prende vita e acquisisce senso in ogni suo angolo. Dieci anni fa Dario Fo, di lì a poco premiato con il Nobel per la letteratura, inaugurò la nuova vita data per volere del Comune alle officine San Giorgio, ieri fabbriche meccaniche, oggi fucine di sapere gratuito e accessibile. La scelta dell'amministrazione è stata precisa e, non stupisce che la San Giorgio, rimanga uno degli spazi dove l'investimento economico è più alto. «Costiamo molto? Può darsi – dice la direttrice Maria Stella Rasetti, che ci mostra i volantini con i più di mille eventi organizzati in biblioteca da gennaio ad agosto per Pistoia Capitale – ma io spero che il Comune si impegni ancora di più sulla biblioteca perché ogni euro investito qui, torna alla città. Sia per l'alto numero di presenze dove la fascia 18-25 anni è la più rappresentata, sia per il circuito virtuoso che si è venuto a creare con 150 professionisti che qui fanno eventi, seminari, piccoli corsi di formazione, offrendo gratuitamente il loro sapere».
Rasetti cita i numeri (pubblici e fruibili del bilancio comunale del 2016) dei costi di una struttura come la San Giorgio «che da anni - continua la direttrice - è ai vertici delle classifiche delle biblioteche pubbliche della Toscana per presenze e numero di servizi». Dai 550.000 euro di spese del personale per coprire i 6 giorni settimanali di apertura tutto l'anno, tranne la settimana di Ferragosto, al mutuo, alle utenze, il contro sommario è di circa un milione di euro l’anno. Che, rapportato alle presenze, equivale a 3 euro spesi dal Comune per chiunque varchi la soglia della San Giorgio. Dai ragazzi che qui studiano tutto il pomeriggio, dai giovani studenti che vi passano giornate intere nei ponti e vacanze scolastiche («i genitori sanno che sono in un luogo sicuro» aggiunge Rasetti), alle scolaresche che arrivano ogni giorno da tutta la provincia per prender parte ad uno dei percorsi didattici proposti.
«Sono almeno una o due ogni giorno – dice Rasetti – riguardo ai costi, abbiamo fatto uno studio e abbiamo stimato che se gli utenti dovessero pagare per i servizi di cui usufruiscono, il costo per loro sarebbe per loro di 6-7 volte tanto. E poi non sempre i numeri dicono tutto, ci sono cose che come diceva Eistein, contano ma non possono essere contate». Il riferimento è ai numeri ancora piccoli dei fruitori non italiani della biblioteca, appartenenti alle comunità di immigrati presenti sul territorio, che alla San Giorgio possono trovare riviste in lingua madre nella zona emeroteca dove tutti possono consultare l’archivio di quotidiani e settimanali. «Sono numeri piccoli ma importanti – dice la direttrice della biblioteca – ora stiamo facendo dei corsi di computer a cui partecipano anche i richiedenti asilo. I bambini sono un buon gancio per avvicinare anche le famiglie straniere. I numeri tra i minori sono più alti rispetto agli adulti». Presto ci sarà una nuova mappatura dei libri attraverso il tag tramite chip che permetterà di velocizzare le operazioni di ricerca.

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