Il Tirreno

Pistoia

Pistole in pugno rapinano una sala giochi 

di Elisa Pacini
Pistole in pugno rapinano una sala giochi 

Colpo da 6.500 euro ieri sera ad Agliana, protagonisti due banditi con il volto nascosto dai caschi integrali

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AGLIANA. Sono stati veloci e discreti. All’interno della sala giochi nessuno, infatti, si è accorto che il locale stava subendo una rapina a mano armata.
Due banditi con il volto coperto da caschi integrali da motociclista, armati entrambi di pistole, hanno svaligiato la sala slot “Macao”, in via Salcetana ad Agliana.
Con le armi in pugno, hanno costretto il cassiere a consegnare loro l’incasso della giornata, una cifra approssimativa di 6.500 euro. Poi sono fuggiti a bordo di uno scooter di grossa cilindrata.
Il tutto è avvenuto attorno alle 19 di ieri pomeriggio. Fino ad allora era stata una giornata tranquilla per la frequentata sala giochi di via Salcetana, aperta da circa un anno ma già al centro di un consistente giro di appassionati del gioco.
La sala vera e propria, dove si trovano le slot machine e gli altri apparecchi, si trova al di là di una porta, prima della quale chi entra nel locale si trova di fronte la cassa e la stanza dove di solito si trovano gli addetti. Ed è proprio qui che si sono diretti con decisione i due rapinatori. A quell’ora l’ufficio cassa era presidiato da un solo dipendente. Con pochi gesti decisi, i due hanno fatto capire quali fossero le loro intenzioni. E l’impiegato, capito che non era il caso di opporsi, ha preso il denaro presente in cassa e l’ha consegnato ai due, che si sono subito allontanati.
Questione di pochi secondi, all’interno della sala giochi tutto è continuato tranquillamente, mentre i due banditi inforcavano uno scooter e si allontanavano rapidamente, probabilmente – secondo le prime ricostruzioni – in direzione di Prato.
Subito da via Salcetana è scattato l’allarme e nel giro di pochi minuti sono arrivati al locale i carabinieri del Nucleo radiomobile e quelli di Agliana. Dopo aver ascoltato le prime testimonianze, soprattutto il racconto dell’addetto che si trovava in cassa al momento della rapina, l’attenzione dei militari si è concentrata sulle immagini del sistema di videosorveglianza, che dispone di telecamere sia all’interno del locale che all’esterno.
Nelle riprese i due banditi non dovrebbero essere immediatamente riconoscibili, visto che indossavano dei caschi integrali (è possibile che sapessero dell’esistenza del sistema di controllo del locale), ma le immagini riprese potrebbero fornire altre utili indicazioni per indirizzare le indagini. Queste ultime, inutile dirlo, sono iniziate ad ampio raggio già pochi minuti dopo la rapina. I carabinieri hanno motivo di ritenere che i due banditi abbiano cambiato mezzo durante la loro fuga, abbandonando lo scooter per un’altra moto o per un’auto.
Fabio Calamati

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