Il Tirreno

Pistoia

Marino Marini un grande  da riscoprire 

di Gabriele Rizza
Marino Marini un grande  da riscoprire 

Presentata a Firenze la mostra “Passioni visive” sarà uno dei vertici dell’anno della cultura

2 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Non poteva non essere al centro di uno dei progetti di punta fra i tanti imbastiti quest’anno da Pistoia capitale italiana della cultura, il nome di Marino Marini. Che infatti vive le sue "Passioni visive" nella grande retrospettiva, organizzata dalla Fondazione a lui intitolata e dal Comune insieme alla Fondazione Guggenheim di Venezia, che il 16 settembre si aprirà a Palazzo Fabroni.
Curata da Barbara Cinelli e Flavio Fergonzi la mostra ripercorre tutte le fasi della ricerca artistica di Marino Marini, dagli anni Venti agli anni Sessanta, mettendo al centro soprattutto l’officina di invenzioni plastiche dell’artista in relazione diretta con i grandi modelli della scultura del Novecento ai quali egli ebbe accesso. «La realizzazione di una mostra di respiro internazionale – ha ricordato la vicepresidente della Regione Monica Barni, intervenendo ieri a Firenze alla presentazione del progetto - dedicata alla conoscenza della poetica di un uomo illustre di Pistoia, figura fondamentale per la storia della scultura fino ai giorni nostri, restituisce il senso profondo dell'arte, ovvero che la lezione dei grandi interpreti non conosce limiti di tempo».
Una mostra di ricerca dunque, che si propone di situare Marini, in maniera organica e dialettica, nella grande storia della scultura. La contestualizzazione storica e stilistica del suo lavoro nel corso del Novecento è il punto di partenza e lo snodo attorno a cui si sviluppa la mostra, «perché - come spiega il direttore della Fondazione pistoiese Maria Teresa Tosi - lo stato odierno degli studi su Marini sembra richiedere questa prospettiva e questa tendenza filologica, le sole che possono restituire all’artista la sua posizione di assoluto rilievo nella vicenda del modernismo novecentesco internazionale».
Un artista immerso nella contemporaneità ma che guarda al passato, alle proprie radici, alla terra d’origine, nutrimento e linfa del suo operare e scintilla della sua creatività. «Si potranno ammirare opere mai viste in Italia, che esaltano il colore e la passione di Marino per la luce e le tonalità accese nel raffronto con l’amico Mirò», ha detto ancora Maria Teresa Tosi mentre il sindaco Samuele Bertinelli ha sottolineato come «un investimento fatto nella cultura è una scommessa che produce democrazia per il paese, un’operazione tesa ad incidere profondamente sul tessuto sociale e culturale, che non si limita a creare eventi ‘spot’ che ma vuole lasciare il segno. Rendere omaggio a Marino significa mettere il grande patrimonio, le oltre 4mila opere custodite nel Palazzo del Tau, al centro di un percorso culturale di ampio respiro».
ALTRO SERVIZIO A PAGINA 14

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web