Il presidio
Mobile, export ancora in calo
Meno 7% nel 2016 rispetto al 2015: 93 milioni di fatturato contro i 200 del periodo pre crisi
2 MINUTI DI LETTURA
QUARRATA. Mentre il tessile e il florovivaismo sono in ripresa il mobile non vede arrestare la propria caduta. Nel 2016 l’export è sceso di un ulteriore 7%. È quanto emerge dall’analisi del Monitor dei Distretti della Toscana realizzato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo per Cassa di risparmio di Pistoia e della Lucchesia.
I distretti tradizionali sono riusciti, nel 2016, a confermare il valore di esportazioni realizzato nel 2015 (0, 0%). La Toscana si attesta come terza regione a livello nazionale in termini di export distrettuale e registra nel 2016 un risultato di sostanziale stabilità, in linea con il dato nazionale. Nell’analisi del Monitor le diverse specializzazioni presentano andamenti eterogenei, denotando all’interno della regione una sorta di ripartizione tra distretti in crescita (6 distretti che rappresentano il 60% delle esportazioni) e distretti in calo. Nel 2016 gli aumenti più elevati in valore assoluto delle esportazioni arrivano dal sistema moda, dal tessile e abbigliamento di Prato, in cui sono ricomprese anche le aziende tessili della Piana pistoiese (+4, 6%) e dall’abbigliamento di Empoli (+2, 5%).
La filiera agro-alimentare registra la crescita maggiore tra le specializzazioni distrettuali toscane (+5, 8%) grazie all’apporto positivo di tutti i distretti monitorati: il distretto dell’olio (+12%), il florovivaismo di Pistoia (+6, 8%) e anche il distretto del vino (+0, 8%) riescono a migliorare i risultati 2015 che avevano visto il superamento del livello di 600 milioni con una crescita annua superiore al 20%. In particolare, il distretto florovivaistico di Pistoia ritorna ad un trend positivo dopo un triennio di contrazione delle esportazioni, con una crescita di circa 14 milioni che riduce il distacco dai valori pre-crisi che contavano nel 2008 esportazioni per quasi 230 milioni di euro.
È buio profondo, invece, per il distretto del mobile quarratino. Non si arrestano le difficoltà nelle esportazioni, che anche nel 2016 si riducono di circa il 7%, attestandosi a 93, 5 milioni, ben lontani dagli oltre 200 milioni del 2008.
In un contesto economico che, a livello locale, sembra aver superato la fase critica e trovato nuova linfa per ripartire, il mobile non vede spiragli di luce. Urge una riflessione tra tutti gli attori in campo, onde evitare di perdere le (poche) forze rimaste in termini di aziende e addetti locali.
I distretti tradizionali sono riusciti, nel 2016, a confermare il valore di esportazioni realizzato nel 2015 (0, 0%). La Toscana si attesta come terza regione a livello nazionale in termini di export distrettuale e registra nel 2016 un risultato di sostanziale stabilità, in linea con il dato nazionale. Nell’analisi del Monitor le diverse specializzazioni presentano andamenti eterogenei, denotando all’interno della regione una sorta di ripartizione tra distretti in crescita (6 distretti che rappresentano il 60% delle esportazioni) e distretti in calo. Nel 2016 gli aumenti più elevati in valore assoluto delle esportazioni arrivano dal sistema moda, dal tessile e abbigliamento di Prato, in cui sono ricomprese anche le aziende tessili della Piana pistoiese (+4, 6%) e dall’abbigliamento di Empoli (+2, 5%).
La filiera agro-alimentare registra la crescita maggiore tra le specializzazioni distrettuali toscane (+5, 8%) grazie all’apporto positivo di tutti i distretti monitorati: il distretto dell’olio (+12%), il florovivaismo di Pistoia (+6, 8%) e anche il distretto del vino (+0, 8%) riescono a migliorare i risultati 2015 che avevano visto il superamento del livello di 600 milioni con una crescita annua superiore al 20%. In particolare, il distretto florovivaistico di Pistoia ritorna ad un trend positivo dopo un triennio di contrazione delle esportazioni, con una crescita di circa 14 milioni che riduce il distacco dai valori pre-crisi che contavano nel 2008 esportazioni per quasi 230 milioni di euro.
È buio profondo, invece, per il distretto del mobile quarratino. Non si arrestano le difficoltà nelle esportazioni, che anche nel 2016 si riducono di circa il 7%, attestandosi a 93, 5 milioni, ben lontani dagli oltre 200 milioni del 2008.
In un contesto economico che, a livello locale, sembra aver superato la fase critica e trovato nuova linfa per ripartire, il mobile non vede spiragli di luce. Urge una riflessione tra tutti gli attori in campo, onde evitare di perdere le (poche) forze rimaste in termini di aziende e addetti locali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
