Il Tirreno

Pistoia

Si apre uno spiraglio per il “Petrocchi”  

David Meccoli
Il sottosegretario Gabriele Toccafondi durante l’assemblea al Petrocchi
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Il sottosegretario Gabriele Toccafondi durante l’assemblea al Petrocchi

Il sottosegretario Toccafondi: tavolo tecnico per trovare subito una succursale alternativa

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PISTOIA. Forse si apre uno spiraglio per risolvere i drammatici problemi di spazi del liceo artistico Petrocchi. Ieri ha passato un paio d’ore nella scuola di via San Pietro il sottosegretario all’istruzione Gabriele Toccafondi. Nell’assemblea organizzata in aula magna dalla Consulta provinciale studentesca, anche la preside Elisabella Pastacaldi, il presidente della Provincia Rinaldo Vanni e numerosi responsabili di scuole superiori pistoiesi.
Ed è stato proprio Toccafondi ad evocare la creazione di un tavolo tecnico operativo presso l’Ufficio scolastico regionale, al quale si siedano tutte le istituzioni interessate, per trovare una soluzione possibile in tempi rapidi.

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Il problema è noto da tempo. Il Petrocchi, mille studenti sparpagliati in cinque sedi, ciascuna con i suoi problemi, ha però un’emergenza che scatterà col primo gennaio 2018: la succursale “Bolognini” di via del Bottaccio, è sotto sfratto esecutivo e alla fine dell’anno la scuola dovrà abbandonare quelle dieci aule, senza avere un’alternativa pronta.L’unica soluzione individuata, infatti, cioé l’edificio di via Mabellini che ospita l’ex Provveditorato, deve essere ristrutturato e la Provincia – l’ente competente – non ha soldi né tecnici per fare il progetto.
Pur precisando che “nessuno ha la bacchetta magica”, Toccafondi pensa però che degli spazi di manovra ci siano. Di qui la proposta del tavolo, per il quale il vicemininistro è pronto a “metterci la faccia”.
Cautamente ottimisti i commenti di Elisabetta Pastacaldi e del responsabile della consulta studentesca, Dario Baldassarri. Staremo a vedere: i tempi sono molto stretti.
A prescindere dalla situazione dell’Artistico – che comunque rimane la più grave – la situazione delle scuole superiori pistoiesi, per cui è competente la Provincia, rimane drammatica. Anche a Toccafondi il presidente Rinaldo Vanni ha ricordato che il suo ente ha un buco di 19 milioni nei conti 2017 e che se da Roma non arrivano risorse sufficenti, non sarà possibile fare un bilancio e quindi neanche spendere i soldi che il governo (come assicura Toccafondi) sta erogando come mai era successo negli ultimi 20-30 anni. «Ora come ora – sentenzia Vanni – il primo problema lo avremo alla riapertura delle scuole, perché la Provincia non è in grado neanche di pagare le bollette».
Toccafondi ha invitato tutti a confidare nel decreto legge del governo che, dopo la vittoria dei “no” al referendum del 4 dicembre, vuol rifinanziare le Province. Ma Vanni resta scettico. «Secondo le anticipazioni di provenienza Upi (Unione delle Province, ndr) i fondi previsti sono ben lontani dall’essere sufficenti. E poi oltre ai soldi c’è il problema del personale: i miei tecnici sono stati trasferiti in altri enti e oggi la Provincia non può progettare. Bisognerà trovare forme nuove di collaborazione».
Sperando di fare in tempo...
 

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