Il presidio
Il processo? Lo celebrano i bambini
Pistoia, gli alunni di Croce di Gora in tribunale nei panni di giudici, avvocati e imputati
PISTOIA. «In nome del popolo italiano, il tribunale di Pistoia, visto l’articolo 533 del codice di procedura penale, dichiara Giulio Giulietti, Andrea Andretti e Marcella Marcelli responsabili del delitto di furto aggravato e, concesse le attenuanti generiche, li condanna alla pena di anni 2 di reclusione». Una sentenza all’apparenza come tante altre quella pronunciata sabato mattina, 6 maggio, a palazzo di giustizia. Non fosse per il fatto che, nell’aula collegiale intitolata al magistrato Giovanni Signorelli, c’erano protagonisti tutt’altro che ordinari. A vestire i panni di giudici, avvocati, pubblico ministero, imputati testimoni e cancellieri erano infatti dei bambini.
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I giovani alunni delle classi 5ªA e 5ªB della primaria Croce di Gora, che, con tanto di toghe sulle spalle e copione alla mano, hanno dato vita alla celebrazione di due processi penali, dalla lettura del capo d’imputazione al pronunciamento della sentenza. Uno, come accennato, inscenato dai 23 bambini della 5ªB, relativo ad un immaginario furto aggravato in concorso avvenuto sul treno Firenze-Lucca ai danni di una signora che aveva incautamente lasciato la borsa aperta e appoggiata su sedile accanto al suo. Il secondo, con sugli scranni i 22 alunni della 5ªA, per un’ipotetica rissa scoppiata davanti alla stazione ferroviaria di Pistoia.
Ospiti in aula tra il pubblico, il presidente del Tribunale Fabrizio Amato, il presidente dell’Ordine degli avvocati Giuseppe Alibrandi, i giudici Luca Gaspari e Maria Elena Mele (quelli veri in questo caso).
Il coreografico e stimolante appuntamento di sabato scorso è arrivato a completamento di un percorso di educazione alla legalità che ha coinvolto gli alunni delle due quinte nei mesi scorsi grazie alla collaborazione dell’avvocato Maria Elena Russo e del viceprocuratore onorario Katia Busillo, che hanno affiancato le maestre Anna Mucci e Maristella Micheloni, e la dirigente dell’istituto Carradori–Frank Margherita De Dominicis.
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«Abbiamo cercato di insegnare ai bambini – spiega l’avvocato Russo – dei semplici principi, dall’importanza del rispetto delle regole, al concetto di diritto-dovere, ai diritti inviolabili dell’uomo, ad alcuni concetti costituzionali. Un progetto in cui abbiamo parlato di bullismo, della strage di Capaci, dei campi di concentramento, di libertà e di ingiusta detenzione... E i due processi inscenati avevano lo scopo di far capire ai bambini che, spesso, anche una singola azione commessa da una sola persona può avere conseguenze anche per chi, seppure non partecipando, dà la propria adesione morale: anche lui viene punito, e anche con pene che possono essere severe». (m.d.)
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