Il Tirreno

Pistoia

Fitofarmaci nella falda, dopo un mese è ancora allarme

Fitofarmaci nella falda, dopo un mese è ancora allarme

Analisi Arpat in pozzi distanti 400 metri dall’incidente di fine aprile. Preoccupa la rapidità della diffusione delle sostanze

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PISTOIA. A distanza di un mese dallo sversamento di diserbante nel fosso che costeggia via del Bollacchione, tra Chiazzano e Nespolo, le famiglie della zona (una quindicina) sono ancora servite dalla tubazione di superficie che le collega all’acquedotto comunale. Non solo.
I campionamenti eseguiti dall’Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale) hanno rilevato la presenza di diserbanti nei pozzi situati a 200 metri di distanza, e con tempi di contaminazione molto più brevi rispetto al previsto. Ulteriori campionamenti sono stati eseguiti nei giorni scorsi in pozzi a 400 metri di distanza dal numero 9 (il più vicino al luogo dell’incidente) e dal numero 8. Nel caso anche questi risultassero contaminati non è esclusa un’ulteriore ordinanza comunale di divieto di uso dell’acqua, con conseguente necessità di collegamento all’acquedotto pubblico.

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L’Agenzia regionale ha eseguito i primi rilievi dodici giorni dopo lo sversamento: la falda freatica risultava contaminata da princìpi attivi riferibili a tre tipi di fitofarmaci: Glifosate, Pendimentalin e Oxifluorfen) non solo al pozzo 8 ma anche al pozzo 12 (all’altezza del vivaio di Paolo Cappellini) a 200 metri di distanza verso valle (cioé verso la Brana). Come si ricorderà, l’incidente è stato causato dal ribaltamento del rimorchio di un trattore che trasportava una piccola cisterna piena di diserbante, che si è riversato nel fossetto che costeggia la strada per poi filtrare, nell’arco di alcune ore, fino alla falda freatica, molto superficiale in quel punto, alla profondità di una ventina di metri. Dalla falda attingono tutti i pozzi delle abitazioni circostanti.
I campionamenti eseguiti dopo una decina di giorni dimostrano che la presenza di Glifosate è nettamente diminuita dopo l’operazione di spurgo, ma preoccupa la contaminazione così rapida della falda. Per questo motivo, il 29 aprile, sono stati campionati anche i pozzi 10 e 11, distanti circa 400 metri da quello di via del Bollacchione, per valutare meglio la situazione. E su altri pozzi a distanza maggiore sono stati eseguiti campionamenti nei giorni successivi.
Arpat ha informato l’Azienda sanitaria ed il Servizio ambiente del Comune di Pistoia, che subito dopo l’incidente aveva emesso un’ordinanza per vietare il consumo di acqua dai pozzi in un raggio da 200 a 400 metri. Non sono escluse ulteriori misure restrittive. Se la falda si contaminasse a distanza ancora maggiore potrebbe essere necessaria una nuova ordinanza, nonché l’estensione della tubazione superficiale per collegare le famiglie della zona all’acquedotto comunale. Perlomeno (e non sono poche) quelle che si approvvigionano solo dai pozzi.
Tiziana Gori
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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