Il Tirreno

Pistoia

Spaccata con il tombino al bar  

Tiziana Gori
Spaccata con il tombino al bar  

Colpo nella notte tra lunedì e martedì a Masotti, sulla Lucchese. Il titolare: tanti danni per pochi spiccioli

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SERRAVALLE. L’allarme è suonato intorno alle due del mattino. Un suono forte nella quiete della notte, nel centro del paese di Masotti.
Un tonfo sordo, accompagnato dal rumore di vetri infranti e passi al piano inferiore, dove si trova l’attività di famiglia. Il bar Alessandro, gestito da 41 anni dai Di Piazza. Prima i genitori, e poi i figli.
Alessandro Di Piazza è rimasto tutta la notte dentro il bar: «Dalle due e mezza alle sei, che è l’orario di apertura. Con la porta infranta non potevo rischiare che qualcun altro entrasse».
Una nottata in bianco per l’ennesimo furto con la tecnica del tombino lanciato contro il vetro. «L’abbiamo ritrovato accanto al muretto, in cima alla scalinata». Danni e disagi per pochi spiccioli nella cassa, ritrovata il mattino dopo dai carabinieri poco distante. «Chi lascia le casse con il guadagno della giornata? - afferma Di Piazza - Ormai credo che tutti i commercianti abbiano capito che è saggio portarli via la sera stessa».
I ladri avevano un unico obbiettivo: la cassa. Con la famiglia Di Piazza che vive al piano superiore della palazzina e il bar praticamente al centro della frazione di Masotti, nel tratto più abitato della Provinciale Lucchese, fermarsi a rubare sigarette e gratta e vinci era un rischio che stavolta non hanno preferito correre. «In altre occasioni hanno rubato anche le sigarette - racconta Alessandro - Questo è il terzo-quarto furto in un paio d’anni».

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Alle due è scattato l’allarme. I ladri hanno sradicato un tombino all’incrocio tra via Provinciale Lucchese e via Dori, lo hanno preso e scagliato contro il vetro della porta d’ingresso. «Forse sono serviti un paio di colpi per buttarlo giù. Intero peraltro».
Una volta dentro si sono diretti alla cassa. Hanno preso il cassetto e sono corsi via. Niente sigarette, nessuna attenzione a biglietti di lotterie o grattini. La famiglia Di Piazza, che vive al piano superiore, non ha visto nessuno, complice anche la veranda all’esterno del bar. «Crediamo - spiega Alessandro - che abbiano camminato rasente il muro».
Il tombino è stato gettato da un lato, ormai non serviva più. Ieri mattina gli operai comunali lo avevano già riposizionato sulla sede stradale.
L’allarme del bar Alessandro non è collegato a istituti di vigilanza, e il locale non ha videocamere di sorveglianza. Ma accanto al bar c’è una banca (e appena attraversata via Dori un altro istituto di credito) ed eventuali immagini dal circuito saranno sicuramente al vaglio dei carabinieri, che sono intervenuti per raccogliere la denuncia degli amareggiati titolari.
 

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