Il Tirreno

Pistoia

Era volontario alla Misericordia il 19enne morto con la moto sulla tangenziale

Era volontario alla Misericordia il 19enne morto con la moto sulla tangenziale

Pistoia, tragico incidente  fra Ponte Europa e Capostrada. Il dolore degli amici: era un ragazzo felice e pieno di vita. Lavorava in un'azienda vivaistica

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PISTOIA. Un rettilineo che invita a correre quello. Soprattutto se sei giovane e hai una passione sfrenata per le moto. Ma a volte basta poco, un niente, e una giornata di sole, perfetta per salire su verso la montagna, si trasforma in tragedia. Un sorpasso, l’urto con un’auto, la Yamaha R1 che impazzisce. Disarcionato di sella dopo l’impatto contro un palo della segnaletica, è stato poco dopo le 11 di questa mattina che, volato fuori strada, Stefan Vasay ha perso la vita, tra gli olivi di un vivaio, lungo la tangenziale di Pistoia. Aveva 19 anni, compiuti lo scorso 16 febbraio. Di origini albanesi, con la famiglia abitava praticamente da sempre in città, nella zona di via Erbosa.

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In sella alla sua Yamaha R1 dorata, il ragazzo stava percorrendo la tangenziale, in direzione nord, verso la montagna. Superato lo svincolo del Ponte Europa, si è trovato davanti il lungo rettilineo che porta verso Capostrada. E lì ha aperto il gas. La dinamica della tragedia stanno cercando di accertarla gli uomini della polizia municipale, prima di stilare il loro rapporto per la procura. Alcuni testimoni parlano di una serie di sorpassi e poi di un urto, all’altezza del passaruota posteriore destro di un’auto, con al volante una donna di 45 anni, di origini romene.

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 Fatto sta che subito dopo la stazione di servizio Beyfin, pochi metri la fine della corsia di immissione nella tangenziale, Stefan ha perso il controllo della sua moto, ha sbattuto contro un palo e, sbalzato dalla sella, è piombato nel vivaio sottostante, fra gli olivi, mentre la Yamaha, dopo aver rotolato ripetutamente sull’asfalto perdendo via via pezzi, è stata proiettata oltre il guardrail ed è finita giù dalla carreggiata un centinaio di metri più avanti, in un canneto.

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Dato l’allarme, il 118 ha inviato sul posto in codice rosso l’automedica, un’ambulanza della Croce Verde di Pistoia e una della Misericordia Montale, e anche i vigili del fuoco. Il giovane motociclista giaceva immobile tra gli olivi del vivaio. A lungo i soccorritori hanno cercato di rianimarlo, di far ripartire il suo cuore forzandone contemporaneamente la respirazione. Ma la lesione subita al collo dal ragazzo era troppo grave: probabilmente la morte è avvenuta sul colpo, e a niente è servito neppure il casco che indossava.

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Con l’aiuto di polizia e carabinieri, la circolazione sul tratto che da Ponte Europa arriva alla fine della tangenziale, a Capostrada, è stato chiuso al traffico fin verso le 13,30, per consentire prima le operazioni di soccorso e poi i rilievi di legge ai vigili urbani.

Grande il dolore dei tanti amici di Stefan Vasay. Da tre anni il ragazzo lavorava in un’azienda di vivai e giardinaggio della piana pistoiese. Ma la vera passione di Stefan Vasay erano le moto, specie quelle di grossa cilindrata. Come la sua Yamaha, di cui era particolarmente orgoglioso, tanto da non perdere occasione per delle corse a perdifiato lungo le principali strade pistoiesi, toccando velocità anche molto alte, sopra i 200 chilometri l’ora.
E spesso Stefan riprendeva le sue escursioni in moto, condividendole poi sui “social” e suscitando commenti ammirati da alcuni amici e preoccupati da altri.
Ma dalle parole degli amici emerge la figura di un bravissimo ragazzo, solare e generoso. Lo raccontano loro, radunati in un triste capannello sotto la casa del giovane, in via Udine, dove Stefan abitava con babbo e mamma. Una famiglia grande e unita, la sua: lui era l’unico figlio maschio accanto a quattro sorelle femmine, due delle quali vivono già lontano da Pistoia. Nato in Albania, viveva però a Pistoia da una quindicina di anni e qui ha fatto tutti gli studi e aveva poi trovato lavoro.
«Stefan - raccontano gli amici – era un ragazzo felice, pieno di vita e di voglia di stare bene. Gli piacevano le moto, certo, ma come a tanti altri della sua età. Stefan era bravissimo: se ne vanno sempre i migliori». Qualcuno ricorda che Stefan era volontario della Misericordia di Pistoia e che gli faceva piacere impiegare il suo tempo per gli altri.
 

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