Meteo
Negozi chiusi e pochi bar nonostante i turisti
Tante saracinesche chiuse nelle vie del centro per il ponte del 25 aprile
PISTOIA. Previsioni confermate: anche in questo weekend lungo della Liberazione, Pistoia è letteralmente presa d’assalto dai turisti. C’è il fascino della Capitale italiana della cultura ma anche l’atmosfera unica che il centro della città sa ancora regalare. E poi questo tiepido sole che finalmente sembra scaldare le giornate di una primavera ormai inoltrata.
Eppure camminando per la città sono tanti i bar e i negozi che ieri mattina, lunedì vigilia del 25 aprile, avevano deciso di rimanere chiusi. A cominciare da piazza del Carmine, per poi proseguire in via delle Pappe e in via Filippo Pacini, dove pure l’ex ospedale del Ceppo è in grado di offrire ai turisti il Fregio Robbiano in tutta la sua bellezza, trovare un bar aperto era un terno al Lotto.
Forse di pistoiesi in giro non ce ne sono molti, è vero. Forse tanti di loro hanno approfittato del lungo ponte del 25 aprile per migrare verso il mare. Ma di turisti ce ne sono eccome. A metà mattina piazza del Duomo era gremita di famiglie e gruppi impegnati in visite guidate. Per non parlare delle vie del centro, come via Cavour, via Buozzi o corso Gramsci, dove un gioioso brulichio di persone si snodava per la città.
Non è un peccato, forse, trovare tanti negozi con le saracinesche abbassate a far da corncie a queste presenze vitali? Magari i turisti non vengono a Pistoia per comprarsi un abito, certo, ma vedere i negozi aperti può sempre invogliare qualcuno. E poi è l’atmosfera che cambia quando le saracinese restano alzate.
«Perché rimanere chiusi? Di gente ce n’è, e anche parecchia. Soprattutto ci sono i turisti – commentano Gianluca Esposito e Admir Jbrahimaj de L’Arte della Pizza, in via Pacini, uno dei pochi locali aperti ieri mattina- noi saremo aperti anche domani. Eppure il martedì sarebbe il giorno di chiusura. Non capiamo perché tanti bar siano chiusi e non abbiamo approfittato del ponte per offrire un servizio alla città capitale della cultura».
«Guarda, anche il bar laggiù è sprangato – aggiungono, indicando un altro locale, pochi metri più avanti- il fatto è che il pistoiese non ha la mentalità tipica della città turistica: questi giorni di festa sono un’occasione in più. Certo, noi siamo aperti da soli quattro mesi, è vero, ma in ogni caso non credo che il locale sarebbe rimasto chiuso per il ponte. Non ci siamo proprio posti il problema».
E invece... Saracinesche abbassate anche nel cuore della città, in piazza del Duomo, dove il Caffè Duomo era chiuso. E qualche decina di metri più giù, niente da fare neanche per il “Caffè Della Robbia”.
«Io rimango chiusa sempre e solo la domenica mattina – dice Diana Rafanelli del Caffè dell’Angolo, tra via degli Orafi e via del Duca - perché si dovrebbe tenere chiuso per il ponte? Non c’ho nemmeno pensato. Qui la gente c’è: da stamani non ho fatto un caffè ad un pistoiese. Solo ai turisti».
Nel cuore del centro la situazione è migliore per quanto riguarda i bar, pessima per i negozi di abbigliamento e affini. In via degli Orafi le saracinesche sono quasi tutte abbassate. Molti hanno un cartello che avverte la chiusura di ieri e oggi. Nelle altre strade sono aperte solo le grandi catene, come Intimissimi, Tezenis, Prima Donna. «Siamo aperti per scelta aziendale» dice infatti una commessa di Prima Donna. Chiusi anche molti negozi in Galleria Nazionale, come il negozio di musica Menichini.
Insomma, la gran parte del mondo del commercio cittadino non ha risposto “presente” all’appello per questo ponte del 25 aprile. Ma la maggiore associazione di categoria, la Confcommercio, non rileva particolari problemi. «Sono scelte di ogni singolo commerciante – spiega Marco Leporatti della Confcommercio- in ogni caso i bar strettamente del centro sono aperti. Insomma, ai turisti i servizi non mancano». In effetti all’ora di pranzo la Sala era gremita. Ma bastava allontanarsi di un paio di strade per sprofondare nel deserto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
