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Pistoia

compagnia dei ghiacciaioli 

Le Piastre premia Manuela Geri e Federico Pagliai

Le Piastre premia Manuela Geri e Federico Pagliai

LE PIASTRE. Domani immersione totale nel recupero di tradizioni ormai lontane alle Piastre. Una su tutte la sagra della polenda dolce, alimento che piacque così tanto al granduca Leopoldo di Toscana...

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LE PIASTRE. Domani immersione totale nel recupero di tradizioni ormai lontane alle Piastre. Una su tutte la sagra della polenda dolce, alimento che piacque così tanto al granduca Leopoldo di Toscana quando nel suo passaggio sostò in paese che ogni anno le associazioni ripetono la tradizione. Non mancheranno, quindi, anche molti altri prodotti alimentari legati alla castagna.
Ma Le Piastre, si sa, è il paese dove ormai tanti anni or sono si produceva il ghiaccio e da alcuni anni, grazie alla rinata compagnia de “I ghiacciaioli”, viene assegnato il premio “Il ghiacciolo”, per chi con il suo impegno, in qualsiasi settore, ha fatto conoscere la montagna pistoiese. Quest'anno, il simbolo della ghiacciaia sarà consegnato allo scrittore ed infermiere Federico Pagliai, il quale, nella sua produzione letteraria, non manca di raccontare luoghi e personaggi caratteristici della montagna pistoiese. Nell'ultimo lavoro “Storie di Stinchi e contorni”, Pagliai, assieme al cuoco Marco Mucci, ha fatto della cucina un mezzo di promozione. In questa occasione sarà consegnato anche il premio “il Rampino”, oggetto necessario al lavoro dei ghiacciaioli, che questo anno andrà a Manuela Geri, presidente dell'associazione dell'Ecomuseo Montagna Pistoiese per il suo impegno nel far conoscere questa realtà e altri tipiche della zona.
La giornata di festa, organizzata dalla Pro loco “Valle del Reno, comincerà alle 15,30.
Il sodalizio presieduto da Cinzia Sebastiano è lieto anche di presentare la prima uscita del “Ricettario pistoiese 2”. Un volume che contiene 150 ricette tipiche della storia piastrese, che non si trovano in nessun libro di cucina nazionale. Si parla, infatti, della “mattonella del muratore”, del “soffritto di Pietrone”, con ingredienti che solo lo stesso cuoco citato conosceva, ma anche delle “zerbe di pane con frittata del “Generale”, dal soprannome dell’autore della ricetta. (c.b.)

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