«PalaCarrara, è ora di puntare sul futuro»
Capienza obbligatoria a 5.000 posti: Galanda (Consiglio Fip) spiega la scelta e indica le soluzioni
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PISTOIA. In tutta Italia, nel mondo del basket, si parla della proposta votata all'unanimità dall'ultimo Consiglio federale della Fip per portare, già dai playoff 2017/18, la capienza minima dei palasport a 5.000 posti. Una mazzata per Pistoia se si considera che, al momento, il PalaCarrara può contenere al massimo 3.990 posti. Evidente che, a livello infrastrutturale, ci sarà da rimetterci mano quanto prima. Perché, ovviamente, l'intento di tutti è rimanere a Pistoia e non doversi trasferire a Firenze o Livorno.
Nel Consiglio, da qualche mese, c'è anche il dirigente del Pistoia Basket Giacomo Galanda ( che però rappresenta il mondo dei giocatori), al quale abbiamo chiesto come stanno le cose: a partire dal perché anche lui ha votato a favore dell’innalzamento della capienza minima.
«Io – dice Gek – rappresento i giocatori professionisti e la mia voce è la loro. Anche il rappresentante di Lega, che è Ario Costa, ha dato parere favorevole dopo che il "sì" è arrivato dalle società di Serie A. Questo va precisato, così come il fatto che non è che adesso c'è da mettersi le mani nei capelli».
Qual è il senso di questa capienza più alta?
«L'idea generale è quella di puntare ad una pallacanestro che sappia offrire migliori servizi ed il piacere di stare in un luogo che non dà all'appassionato solo la partita di basket ma molto altro. Per questo si è voluto dare un segnale forte da parte del presidente Petrucci e del Consiglio, sapendo che siamo in Italia e che è sempre difficile sviluppare infrastrutture di spessore a breve termine».
La capienza minima di 5.000 posti potrà essere un problema per Pistoia...
«Questa decisione dovrà servire anche come stimolo per le amministrazioni a prendere in considerazione la questione. Potranno esserci dei fondi che arriveranno dalla Federazione, tramite il Coni, per miglioramenti strutturali che giovano anche per i settori giovanili ed anche al PalaCarrara bisognerà obbligatoriamente fare degli adeguamenti: la situazione non è facile ma è adesso che c'è da scommettere sul futuro».
E come ci si può lavorare sopra? «Se il progetto è quello di tenere Pistoia a lungo in serie A – risponde Galanda – bisogna ragionare in termini diversi rispetto a quanto fatto finora: il tempo c'è, la Federazione sta chiedendo di iniziare a programmare il futuro e se verranno presentati dei progetti seri verranno valutati e sostenuti».
Attorno al PalaCarrara era avviato il discorso per la creazione di una Cittadella del Basket.
«Lì si parla di una riqualificazione di tutta l'area e non del palasport nello specifico. Certo, alla luce dei problemi che ci sono stati fra Pistoia Basket e Comune, da mesi la questione purtroppo è bloccata ».
Saverio Melegari
Nel Consiglio, da qualche mese, c'è anche il dirigente del Pistoia Basket Giacomo Galanda ( che però rappresenta il mondo dei giocatori), al quale abbiamo chiesto come stanno le cose: a partire dal perché anche lui ha votato a favore dell’innalzamento della capienza minima.
«Io – dice Gek – rappresento i giocatori professionisti e la mia voce è la loro. Anche il rappresentante di Lega, che è Ario Costa, ha dato parere favorevole dopo che il "sì" è arrivato dalle società di Serie A. Questo va precisato, così come il fatto che non è che adesso c'è da mettersi le mani nei capelli».
Qual è il senso di questa capienza più alta?
«L'idea generale è quella di puntare ad una pallacanestro che sappia offrire migliori servizi ed il piacere di stare in un luogo che non dà all'appassionato solo la partita di basket ma molto altro. Per questo si è voluto dare un segnale forte da parte del presidente Petrucci e del Consiglio, sapendo che siamo in Italia e che è sempre difficile sviluppare infrastrutture di spessore a breve termine».
La capienza minima di 5.000 posti potrà essere un problema per Pistoia...
«Questa decisione dovrà servire anche come stimolo per le amministrazioni a prendere in considerazione la questione. Potranno esserci dei fondi che arriveranno dalla Federazione, tramite il Coni, per miglioramenti strutturali che giovano anche per i settori giovanili ed anche al PalaCarrara bisognerà obbligatoriamente fare degli adeguamenti: la situazione non è facile ma è adesso che c'è da scommettere sul futuro».
E come ci si può lavorare sopra? «Se il progetto è quello di tenere Pistoia a lungo in serie A – risponde Galanda – bisogna ragionare in termini diversi rispetto a quanto fatto finora: il tempo c'è, la Federazione sta chiedendo di iniziare a programmare il futuro e se verranno presentati dei progetti seri verranno valutati e sostenuti».
Attorno al PalaCarrara era avviato il discorso per la creazione di una Cittadella del Basket.
«Lì si parla di una riqualificazione di tutta l'area e non del palasport nello specifico. Certo, alla luce dei problemi che ci sono stati fra Pistoia Basket e Comune, da mesi la questione purtroppo è bloccata ».
Saverio Melegari
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