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«L’ostia spezzata e gettata sul pavimento, un atto sacrilego»
QUARRATA. «L’unica cosa che conta ora è aver messo tutto a posto prima della celebrazione del Giovedì Santo». Don Fausto Corsi, parroco di Lucciano, ha ricevuto mercoledì mattina la telefonata di una...
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QUARRATA. «L’unica cosa che conta ora è aver messo tutto a posto prima della celebrazione del Giovedì Santo». Don Fausto Corsi, parroco di Lucciano, ha ricevuto mercoledì mattina la telefonata di una signora che al mattino va a portare i fiori in chiesa. «Ha visto che erano spalancate sia la porta della chiesa che quella della compagnia. Si è impaurita e mi ha chiamato». La pieve comunica con la canonica e la sacrestia. «Hanno messo a soqquadro dappertutto. Non c’erano soldi da rubare, ma credo mirassero a quelli, perché hanno lasciato due candelieri in ottone e alcuni calici di un certo valore».
Silvano aiuta don Marius Vorga, parroco di Barba e Ferruccia, nello svolgimento dei compiti quotidiani legati alle attività parrocchiali. Ci mostra i segni sulla porta scassinata. «Vede? — dice — Probabilmente hanno usato un piede di porco». Nessuno, nelle vicinanze, si è accorto dell’effrazione in corso, nella notte tra martedì e mercoledì. «Il tabernacolo è stato aperto, l’ostia gettata per terra. Sono stati aperti alcuni contenitori di olio consacrato e capovolti dei quadri». I ladri hanno preso i soldi della domenica delle Palme in sacrestia e anche i pochi spiccioli negli offertori.
Pieve e canonica a soqquadro, ma senza furti apparenti, anche nella chiesa di Santa Maria Assunta a Canapale, gestita da don Sebastien Nawey Mpoy, che si occupa anche della chiesa di San Sebastiano, a Bottegone. Qui, i ladri hanno portato via 300 euro in monete da due offertori. Rubati 300 euro dalle cassette dei candelieri e da una colonnina per la raccolta delle offerte anche dalla chiesa di Santa Maria Assunta, a Masiano. (t. g.)
Silvano aiuta don Marius Vorga, parroco di Barba e Ferruccia, nello svolgimento dei compiti quotidiani legati alle attività parrocchiali. Ci mostra i segni sulla porta scassinata. «Vede? — dice — Probabilmente hanno usato un piede di porco». Nessuno, nelle vicinanze, si è accorto dell’effrazione in corso, nella notte tra martedì e mercoledì. «Il tabernacolo è stato aperto, l’ostia gettata per terra. Sono stati aperti alcuni contenitori di olio consacrato e capovolti dei quadri». I ladri hanno preso i soldi della domenica delle Palme in sacrestia e anche i pochi spiccioli negli offertori.
Pieve e canonica a soqquadro, ma senza furti apparenti, anche nella chiesa di Santa Maria Assunta a Canapale, gestita da don Sebastien Nawey Mpoy, che si occupa anche della chiesa di San Sebastiano, a Bottegone. Qui, i ladri hanno portato via 300 euro in monete da due offertori. Rubati 300 euro dalle cassette dei candelieri e da una colonnina per la raccolta delle offerte anche dalla chiesa di Santa Maria Assunta, a Masiano. (t. g.)
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