Faceva il vivaista ma era un ricercato
Grazie al fiuto degli investigatori della Guardia di finanza arriva il mandato di cattura internazionale
PISTOIA. Nessuna traccia di quell’uomo tra i ricercati inseriti nelle banche dati internazionali. Ma nonostante questo, gli investigatori della Sezione mobile hanno continuato a scavare, a tenerlo sotto controllo. E i loro sospetti, tramutatisi via via in certezze, hanno avuto alla fine conferma. Su quel piccolo imprenditore vivaista residente dal 2009 a Pistoia, nei pressi della Coop, pendeva davvero un mandato di cattura per un attentato dinamitardo e per detenzioni di armi. Reati commessi in patria l’estate scorsa, ma per i quali le autorità albanesi non avevano internazionalizzato il mandato di cattura. Secondo una prassi sembra piuttosto diffusa visto che in quel paese dove i poliziotti che eseguono l’arresto di un ricercato ricevono anche premi in denaro si preferisce attendere il ritorno in patria del latitante per far scattare le manette ai suoi polsi ed incassare la ricompensa.
Fatto sta che questa volta, però, a scattare sono state le manette dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Pistoia. A finire in cella (anche se per poco), è stato Elis Doci, 28 anni, originario di Pentar, sfuggito al blitz della polizia di Scutari nel corso del quale, lo scorso agosto, erano stati arrestati il fratello Vicens Doci, 30 anni, Raymond Kalavaci, 30, Anton Gjuraj, 29, e David Doci, 32. Arresti avvenuti al culmine di un’indagine nata da un attentato dinamitardo avvenuto nell’ambito di una faida fra famiglie: nella primavera scorsa un appartamento di Scutari era stato distrutto dal lancio di due bottiglie molotov. Autore del gesto, secondo la polizia, Elis Doci. Nel corso del successivo blitz, a cui il 28enne albanese era sfuggito, la polizia aveva sequestrato 334 chili di marijuana (contenuta in 17 barili di plastica, e due fucili da caccia.
Come detto, è stato solo grazie alla capillare conoscenza del territorio che i finanzieri pistoiesi hanno scoperto che il vivaista – con una piccola azienda a Ponte Stella – su cui stavano indagando per traffico di stupefacenti era ricercato in patria per altri reati. Attraverso l’Interpol, hanno fatto sì che l’Albania procedesse all’internazionalizzazione del mandato di cattura e lo hanno arrestato. La detenzione però è durata poco: la Corte d’appello di Firenze, infatti, pur riconoscendo la presenza di gravi esigenze cautelari, ha deciso che in attesa dell’arrivo della richiesta di estradizione (che deve arrivare entro 40 giorni dall’arresto) fosse sufficiente disporre per l’uomo l’obbligo di firma. Rimettendolo così in libertà.
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