Meteo
«Ricorso al Tar se Poste partirà con la consegna a giorni alterni»
L’assessore Tuci: il Comune è pronto a seguire la strada già intrapresa da altri enti locali Il presidente della Provincia Vanni: servizio destinato a peggiorare e 40 posti di lavoro a rischio
PISTOIA. «Il ricorso al Tar? Una strada che sicuramente valuteremo nel momento in cui Poste dovesse partire con la consegna a giorni alterni della corrispondenza». Non ha dubbi Mario Tuci, assessore comunale alle Politiche per la collina e la montagna, che mercoledì sera ha incontrato alcune Pro loco e comitati delle frazioni collinari.
Dall’azienda non è arrivata alcuna ulteriore notizia sulla riorganizzazione del servizio, e il silenzio fa ritenere che la data di partenza sarà quella annunciata: 3 aprile. Da quel giorno, come già a Prato e Arezzo la posta sarà consegnata a giorni alterni in larga parte del territorio provinciale. I sindacati parlano di un peggioramento assicurato (e già allo stato dei fatti riscontrabile nelle altre città pilota) con accumuli di lavoro e necessità di straordinari da parte dei lavoratori. Parlano di 40 posti di lavoro a rischio in provincia.
Poste Italiane smentisce questi numeri e sostiene che, dopo un iniziale periodo di adeguamento alla novità, la riorganizzazione non ha comportato disservizi. Assicura altresì che non saranno persi posti di lavoro.
Il nuovo piano di consegna sta unendo, ancor prima di partire, sindacati ed enti locali in un fronte unico. In Piemonte alcuni Comuni hanno fatto ricorso al Tar del Lazio, che per primo è intervenuto, rivolgendosi alla Corte di Giustizia europea per chiedere un pronunciamento sulla compatibilità tra la normativa europea e la legislazione nazionale. Esempio che sarà quasi sicuramente seguito anche dal Comune di Pistoia: «Poste - afferma l’assessore Tuci - inizia in sordina con questi ridimensionamenti. Successe così anche per la chiusura dei piccoli uffici postali. Ci siamo rivolti al Tar allora e lo faremo anche ora, cercando la collaborazione dell’Anci toscana. Il messaggio che vogliamo far passare alla cittadinanza è che intendiamo muoverci da subito».
Nell’incontro di mercoledì sera Tuci ha dato la disponibilità di Comune e sindacati a promuovere assemblee informative nelle frazioni.
La riorganizzazione è vista quindi in maniera molto negativa, già ancor prima di partire. E sulla stessa lunghezza d’onda è la Provincia. Prima dell’incontro di mercoledì, martedì mattina, si è tenuto un incontro nella sede di piazza San Leone. Oltre al presidente Rinaldo Vanni c’erano lo stesso Tuci, i sindacati, rappresentanti di altri Comuni della provincia e il difensore civico Manuele Bellonzi. «Ho inoltrato a Poste - spiega Bellonzi - una richiesta di sospensione del piano, in attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia europea». Il nuovo modello organizzativo è reso possibile dalla riforma compresa nella Legge di Stabilità 2015 ma, a parere di molti, la legge nazionale contrasta con il diritto europeo. Anche il Tar del Lazio è intervenuto sulla questione, ribadendo che quando le disposizioni nazionali non sono conformi al diritto europeo non hanno validità giuridica e non si applicano. Di parere opposto è, ovviamente, Poste Italiane, secondo cui la disciplina del Parlamento europeo non è un atto vincolante ma solo una valutazione, e che gli Stati membri possono operare con una certa flessibilità in materia di servizi universali.
Fatto sta che già diversi Comuni hanno fatto ricorso al Tar del Lazio, e anche Pistoia sembra indirizzata su quella strada. «Le notizie che vengono da diverse realtà dove il progetto è già partito - afferma Rinaldo Vanni - non sono per niente confortanti. Si sa di una serie di disagi e disservizi, tipo lettere e bollette recapitati con gravi ritardi, e ritardi perfino negli invii prioritari, come raccomandate dell’Inps e avvisi di Equitalia». Vanni ha contattato il sottosegretario del Ministero dello Sviluppo economico con delega alle comunicazioni, Antonello Giacomelli. «Amministratori e sindacati - chiosa Vanni - hanno un sentire comune: non aprire la strada a un cambiamento che riteniamo radicale e peggiorativo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
