Il Tirreno

Pistoia

Scrigno barocco così San Leone sta rinascendo

di Alessandra Tuci
Scrigno barocco così San Leone sta rinascendo

Nella chiesa sono a buon punto i restauri per accogliere la Visitazione di Luca Della Robbia

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PISTOIA. C'è un gioiello di arte nel cuore di Pistoia sconosciuto ai più nonostante la sua bellezza mozzafiato. In un angolo di piazza San Leone, anche questa poco frequentata dai pistoiesi, si trova una chiesa dove l'arte barocca è esplosa in tutta la sua maestosità. Nell'anno di Pistoia Capitale italiana della cultura, la Diocesi di Pistoia, la cattedrale di San Zeno e la Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio di Firenze, Pistoia e Prato stanno restaurando da febbraio scorso le decorazioni della chiesetta di San Leone, datata XIV secolo, per restituire alla città uno dei tesori più belli che possiede.

I lavori sono finanziati dalla fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia e da Conad del Tirreno, in collaborazione – come detto – con la Diocesi di Pistoia e con la Cattedrale di San Zeno.

Realizzata nel Trecento, l’ aspetto attuale di San Leone però è dovuto agli interventi del XVII e XVIII secolo che l'hanno trasformata in uno degli edifici più importanti del Settecento pistoiese. Pareti, soffitto e catino absidale sono infatti rivestiti di una decorazione pittorica alla cui realizzazione si sono succeduti i più importanti protagonisti della cultura figurativa del Settecento, come Vincenzo Meucci, Giuseppe Del Moro e Mauro Tesi.

Si tratta di un patrimonio artistico su cui il tempo ha lasciato un pesante segno: l'intervento dovrà concludersi con il recupero complessivo dell'interno come stucchi, altari, infissi e cantoria.

Ieri mattina la chiesa ha aperto le porte alla città, e lo ha fatto inaugurando un periodo di apertura finalmente esteso. Pistoiesi e turisti potranno visitare San Leone con il cantiere dei restauri e quando questi ultimi saranno chiusi, a luglio, la chiesa ospiterà la Visitazione di Luca della Robbia, attualmente in prestito per due mostre (di grande successo, tra l’altro, ndr) negli Stati Uniti sui gioielli del Rinascimento italiano. Il capolavoro di Luca Della Robbia rimarrà in mostra per tutto l’anno di Pistoia capitale per poi tornare nella sua sede originaria, nella chiesa di San Giovanni Fuorcivitas.

«Apro questo incontro perché sono responsabile di questi beni e di questa comunità che ha prodotto opere meravigliose -ha esordito il vescovo Fausto Tardelli alla presentazione del restauro - appena arrivai in città e mi fecero vedere questa chiesa rimasi a bocca aperta per la sua bellezza: un'esplosione di barocco e una rappresentazione della Pentecoste che sono testimoni di un vertice altissimi di arte, cultura e religione. Il cantiere dei lavori rimarrà aperto affinché chiunque possa visitarlo. Quando si lavora di concerto i risultati, come in questo caso, possono essere meravigliosi».

Il cantiere di restauro infatti sarà aperto al pubblico ad aprile, in modo che i visitatori possano ammirare l'intervento in corso e le pitture settecentesche già riportate al loro originale cromatismo.

«Credo che questi anni saranno ricordati nella storia come quelli della rinascita della città -le parole di Samuele Bertinelli, sindaco di Pistoia- Forse questo restauro potrebbe essere il simbolo di Pistoia Capitale. Ai pistoiesi dico: impariamo ad apprezzare ciò che si ha e a non lamentarsi sempre di ciò che non abbiamo». «Non siamo qui per un evento effimero - ha sottolineato invece Andrea Pessina, della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio di Firenze, Pistoia e Prato, in riferimento a Pistoia Capitale - ma per vivere la tappa di un percorso lungimirante».

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