Il Tirreno

Pistoia

Spiragli di ripresa per il florovivaismo

di Valentina Vettori
Spiragli di ripresa per il florovivaismo

Dopo un 2016 da dimenticare ecco un’inversione di tendenza. La Cgil: ordini concentrati nel trimestre febbraio-aprile

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PISTOIA. Un 2016 nero per il vivaismo pistoiese. Ad accusare il colpo in provincia, soprattutto le piccole aziende, ma anche quelle grandi, come nel caso della Tesi Ubaldo. Storica azienda agricola di Chiazzano, con 48 dipendenti, dichiarata fallita dal Tribunale di Pistoia il 31 marzo dello scorso anno. Sempre nel 2016, anche l'apertura di procedure di "composizione della crisi da sovra indebitamento" (la nuova normativa che permette all'impresa in crisi di proporre ai creditori un accordo di "ristrutturazione" del debito, mediante varie modalità) da parte di tre aziende vivaistiche.

Un quadro a tinte fosche, a cui si aggiunge la vicenda dell'azienda Vivai Sandro Bruschi che, nell'ottobre scorso, ha firmato l'accordo per la procedura di affitto di un proprio ramo d'azienda da parte di Giorgio Tesi Group. Accordo che ha salvato 42 posti di lavoro dei dipendenti dell'azienda, provocando però, sul fronte opposto, la rivolta dei piccoli vivai creditori di Bruschi, alcuni dei quali hanno presentato istanza di fallimento al tribunale del lavoro.

A far riflettere, comunque, deve essere anche un altro aspetto, sul fronte giuridico. I vivaisti, in qualità di imprenditori agricoli, sono infatti esclusi dalle procedure fallimentari. Esenzione che, però, viene meno, nel momento in cui si dimostri che l'azienda opera un'attività prevalente di commercializzazione, che supera quella della coltivazione diretta. Ragion per cui, anche alcuni vivai si trovano a fare i conti con lo stato di insolvenza.

Accantonato un 2016 difficile, comunque, questi primi mesi del 2017 lasciano intravedere spiragli positivi per il futuro. E uno dei settori trainanti dell'economia pistoiese, che dà lavoro a circa 3.500 persone, tira un sospiro di sollievo. È ottimista per quest'anno Fabio Capponi, segretario generale di Flai (Federazione lavoratori agroindustria) Cgil Pistoia. «Nel 2016 - spiega - il vivaismo ha vissuto un anno difficile. Anche le grandi aziende hanno incassato il colpo di una crisi perdurante, e senza precedenti, ma a risentire di più delle difficoltà sono state ovviamente le piccole aziende. Nei primi mesi del 2017, invece, assistiamo a una ripresa importante del settore. Un segnale che fa ben sperare».

Il vivaismo, però, è al centro di un cambiamento epocale, con cui in futuro dovrà fare sempre più i conti. A dettare le nuove regole del settore, infatti, sono i mercati esteri di riferimento, e una produttività sempre più stagionale. Una rivoluzione copernicana destinata a cambiare gli equilibri tra domanda-offerta nel settore, un tempo spalmati lungo l'intero arco dell'anno, oggi invece concentrati in determinati periodi.

«Nel vivaismo - commenta Capponi - è in corso una rivoluzione. Il mercato è cambiato profondamente e l'export impone ritmi di produzione, a volte frenetici, concentrati in alcuni mesi dell'anno. Tra cui il trimestre febbraio, marzo, aprile, che è il più intenso».

«Il cliente internazionale - prosegue il segretario Flai Cgil - vuole il prodotto in un certo periodo dell'anno e subito. L'azienda, quindi, si trova a dover fare i conti con un'enorme domanda concentrata in un breve periodo, a cui seguono mesi di lavoro piuttosto ridotto». Per intendersi, il carico di lavoro che prima si diluiva in un anno intero, ora viene svolto in qualche mese. È anche per questo che, sempre più spesso, le aziende vivaistiche ricorrono allo strumento del contoterzismo.

Ovvero lavoratori di ditte in appalto, chiamati ad affiancare i dipendenti delle aziende nei periodi dove il carico di lavoro è troppo pesante. E proprio una maggiore attenzione alla tutela dei lavoratori in appalto è una delle novità più rilevanti inserita nel documento per il rinnovo del Contratto provinciale di lavoro nel settore florovivaistico e agricolo 2016-2019.

«Al tavolo del confronto - dice Capponi - è stata posta la questione del sempre più diffuso contoterzismo, e siamo riusciti a inserire la clausola sociale che estende l'applicazione del contratto vivaistico anche alle aziende che operano in regime di appalto, all'interno delle imprese vivaistiche e agricole. Davvero un ottimo risultato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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