Il presidio
Cassero, il suo futuro verrà deciso in punta di diritto
Il Tribunale si è riservato sulla richiesta di dissequestro e stasera il Comitato dei cittadini si ritrova a Cantagrillo
PISTOIA. Dottrina e Giurisprudenza. Sentenze della Cassazione, leggi in materia ambientale e relazioni di docenti universitari. Una parte li ha prodotti il pubblico ministero, Luigi Boccia a sostegno della conferma del sequestro preventivo della discarica del Cassero, un’altra parte l’hanno prodotta gli avvocati di PistoiaAmbiente, Fabio Celli ed Andrea Niccolai, per chiedere invece il dissequestro della stessa che è stata messa sotto sigillo dalla magistratura pistoiese dopo che il 4 luglio del 2016, dal sito che si trova nel comune di Casalguidi, si levò una colonna di fumo per un incendio che allarmò e non poco la comunità del posto visto che l’inquinamento dell’area e le ricadute sul terreno delle polveri costrinsero per giorni il sindaco di Casalguidi a vietare la raccolta dei prodotti agricoli e nelle ore in cui si sviluppò l’incendio, a chiedere ai cittadini di rimanere in casa e chiudere porte e finestre. Il tribunale del riesame, presieduto da Roberto Tredici con a latere Jacqueline Magi e Gianluca Mancuso, avrà di cosa leggere per decidere se accogliere o meno la richiesta di dissequestro e per questo si è riservato.
Per Niccolai e Celli, il sequestro è da ritirare non fosse altro perché non «è stata accertata la causa esatta che ha prodotto l’incendio e non essendo provata una diretta relazione fra l’eventuale negligenza nella gestione della discarica con la scintilla che ha provocato il rogo – ha detto l’avvocato Niccolai – Non si può continuare a impedire al gestore di usare il sito per la propria attività».
Una tesi respinta dal pubblico ministero che nella sua replica ha tenuto a sottolineare che, purtroppo «non sappiamo cosa c’è in quella discarica e non lo sa nemmeno PistoiAmbiente perché non ha rispettato la legge in materia di controllo sulla classificazione dei rifiuti da parte di coloro che li conferivano – ha replicato il pm Boccia – E’ vero che il controllo lo deve fare per legge il produttore ma anche il gestore è tenuto a verificare che tutto sia in regola».
Sulle cause dell’incendio poi il pm ha tenuto a sottolineare che «è vero che le telecamere non inquadrano il punto in cui si è sviluppato l’incendio – ha continuato Boccia – Ma è anche vero che un eventuale terrorista ecologico avrebbe scelto l’ora ed il momento più sbagliato per un eventuale attentato, visto che le fiamme si sono sviluppate quando era ancora giorno e quando nella discarica c’erano ancora delle squadre di operai. La relazione dei carabinieri e dei vigili del fuoco esclude la natura dolosa dell’incendio che, quindi, non può che essersi verificato a causa della commistione di rifiuti. Commistione pericolosa rilevata anche nei controlli fatti a campione dai tecnici (nominati dalla procura ndr) in più zone della discarica».
Assemblea pubblica. Intanto stasera alle 21, nei locali del circolo Arci di Cantagrillo il Comitato No Cassero ha invitato i cittadini ad essere presenti ad un incontro in cui si parlerà proprio della discarica del Fosso del Cassero. Il comitato ritiene che la discarica debba essere chiusa e che questo possa avvenire solo se tutti i cittadini sono uniti nel fare una civile battaglia in questa direzione senza aspettare che le decisioni arrivino dall’alto.
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