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Pistoia

Le Ginestre, Maresca attacca la Provincia: «Non ci risponde»

Le Ginestre, Maresca attacca la Provincia: «Non ci risponde»

Le associazioni intenzionate a rilevare la piscina denunciano il lungo silenzio sul progetto di riapertura dell’ente di Vanni

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MARESCA. «Esprimiamo grande amarezza e delusione perché ad oggi non è stata data alcuna risposta ufficiale, che ritenevamo doverosa da parte della Provincia di Pistoia, e perché non siamo nemmeno a conoscenza di qualcosa di nuovo che prospetti una soluzione».

Una risposta che sarebbe dovuta arrivare al massimo nei primi giorni di febbraio, dopo il consiglio provinciale, ma che, ormai a pochi giorni dalla fine di marzo non vede risposte, mettendo a rischio il progetto presentato. Si parla della piscina di Maresca. Non solo l’impianto è chiuso, ma più passano i giorni e più la possibilità che non riapra si fa concreta. I soggetti che sostengono il progetto di riapertura delle Ginestre (Unicoop Montagna Pistoiese, pro loco Maresca, Pubblica Assistenza Maresca, La Quadriglia, Cai Maresca, Circolo L'Unione Tafoni), stanchi di aspettare, denunciano lo stato attuale dei fatti, affidando il loro malumore ad un comunicato che segue un incontro di pochi giorni fa.

"Il tema della riunione - scrivono in una nota - era fare il punto dell'iter inviato alla Provincia a fine gennaio. In questi giorni i cittadini ci stanno chiedendo notizie”. Poi Albarosa Nesti, vice presidente Unicoop Montagna Pistoiese, che ha messo 20mila euro a disposizione del progetto di riapertura afferma, aldilà del comunicato stampa. «La Provincia di Pistoia doveva assegnarci in via provvisoria fino al 30 settembre prossimo la gestione della piscina con le spese a carico nostro e pagare lei la spesa del riscaldamento. C'erano stati contatti - prosegue - che prevedevano di seguire questa strada. Noi abbiamo fatto la proposta di gestione con tanto di bilancio allegato, si pensava che fosse questione di giorni, perché tutti erano d'accordo che un impianto così, tenuto chiuso, si deteriora velocemente. Invece sono passati quasi tre mesi da quando ne abbiamo parlato la prima volta».

"Ricordiamo che il nostro impegno - scrivono ancora i soggetti interessati - deriva non da finalità di profitto, ma unicamente dalla volontà di salvaguardare un bene di tutta la comunità e di dare una mano alla stessa Provincia per riaprire un servizio che riguarda un territorio già penalizzato e che si aspetta risposte urgenti. Questa situazione di incomprensibile stasi rischia di compromettere seriamente la realizzazione del progetto presentato”.

Una volta avuta la risposta da parte dell'ente di Rinaldo Vanni, sarà creato un nuovo soggetto associativo di natura sportiva che, molto probabilmente formerà un Ati con la Cogis, la cooperativa specializzata nella gestione di piscine e che conosce anche quella di Maresca. "Siamo consapevoli delle difficoltà create alla Provincia - conclude la nota - da una riforma mancata e le immaginabili difficoltà dovute alle varie competenze amministrative di figure interne all'ente, ma non vorremmo alla fine trovarci di fronte a soluzioni giunte fuori tempo massimo ovvero un "disastro a norma" il cui risultato sia "operazione riuscita, ma paziente morto".

Carlo Bardini

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