“Un calcio al razzismo” con l’Arci
Bottegone, otto squadre nel torneo di calcetto organizzato da Madiba Onlus
PISTOIA. Intorno a un pallone da calcio tutti i colori del mondo. Il clima è quello di un classico pre partita. Riscaldamento a bordo campo, scambio di consigli tattici dell'ultimo minuto e prove di schemi di gioco. A giocare, però, sono squadre speciali. Quelle multietniche di "Un calcio al razzismo". Il primo torneo di calcetto, dedicato a tutte le vittime di razzismo, organizzato da Arci Madiba Onlus di Bottegone, nell'ambito del progetto di prima accoglienza di migranti che Arci provinciale porta avanti sul territorio pistoiese.
A scontrarsi sul campo da gioco otto squadre, cinque delle quali formate dai ragazzi richiedenti asilo, ospiti delle strutture che Arci gestisce in provincia, e provenienti da Gambia, Senegal, Ghana, Guinea, Costa d'Avorio e Bangladesh. Le squadre dei migranti "Pistoia", "Bottegone", "Montale", "Pescia" e "Larciano". La squadra degli operatori Arci Madiba, la Acsd Lokomotiviadipietreto e una squadra Uisp Pistoia. Un torneo, iniziato lo scorso gennaio, reso possibile grazie alla collaborazione del Cral Breda e della Polisportiva Breda Calcio, che mettono a disposizione il campo da gioco, e da alcune società calcistiche della provincia che hanno fornito alle squadre dei ragazzi richiedenti asilo le divise per giocare. Le sfide calcistiche, a cadenza settimanale, prevedono due fasi a gironi, scontri a eliminazione diretta, due semifinali (andata e ritorno) e la finale il prossimo sabato 8 aprile. «Il martedì, per i ragazzi, è diventato il giorno più atteso della settimana - racconta Silvia Bini, referente del progetto di accoglienza Arci Madiba - I ragazzi ospiti delle strutture di Pescia, Montale e Larciano comprano i biglietti dell'autobus per venire a Pistoia alla partita, anche quando non è la loro squadra a giocare. Vengono per fare il tifo, passare un pomeriggio a giocare a calcetto. Ritrovarsi e stare tutti insieme per condividere una passione comune. La partita che preferiscono è quella contro gli operatori di Arci Madiba». A bordo campo i ragazzi, oltre a giocare, si improvvisano allenatori, arbitri, guardalinee e raccattapalle. Vincere? Non è essenziale. Basta divertirsi e stare insieme. (v.v.)
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