Il Tirreno

Pistoia

Rapina al Dini Shopping, in manette due trentenni

Carabinieri e polizia davanti al Dini Shopping (foto Nucci)
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Carabinieri e polizia davanti al Dini Shopping (foto Nucci)

Ponte Buggianese,  avevano minacciato le commesse, portando via 10mila euro

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MONTECATINI TERME. A volto coperto avevano fatto irruzione al Dini Shopping di Ponte Buggianese. Era il 15 ottobre dello scorso anno. Mancava poco all'orario di chiusura. Uno dei due banditi aveva minacciato una delle due commesse, intimandole di aprire la cassa. Dopo aver scavalcato il bancone aveva puntato la pistola contro l'altra commessa, afferrandola per la testa. Erano stati momenti di terrore. L'altro rapinatore aveva a sua volta scavalcato il bancone arraffando i soldi dalla cassa, circa 10mila euro. I due si erano poi dileguati a bordo di una Innocenti 1000, ritrovata poco dopo a Uzzano.

A distanza di quattro mesi e mezzo i presunti autori della rapina sono finiti in manette. Venerdì 3 marzo i militari della Compagnia di Gravina (Ct) e Castrovillari (Cs), hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Pistoia,  Maria Elena Mele, nei confronti di N.F. 30enne residente a Catania e M.M. 38enne residente a Misterbianco (Ct), entrambi con precedenti di polizia a carico, concordando integralmente con le risultanze investigative emerse dalle indagini condotte dal Nucleo operativo e Radiomobile della Compagnia carabinieri di Montecatini Terme e coordinate dal pm Fabio Di Vizio.

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I due sono ritenuti responsabili dei reati di rapina aggravata in esercizio commerciale, furto aggravato di autovettura e porto illegale di arma da fuoco. I delitti contestati fanno riferimento agli eventi accaduti nella serata del 15 ottobre 2016, quando due individui con volto parzialmente travisato, uno dei quali armato di pistola, irrompevano nel negozio “Dini Shopping”, di Ponte Buggianese. Uno dei rapinatori aveva minacciato e ingiuriato una delle due dipendenti presenti, intimandole di aprire la cassa e dopo aver scavalcato il bancone minacciava un’altra dipendente, puntandole la pistola ed afferrandola per la testa, costringendola ad inginocchiarsi. Nel frattempo, il secondo rapinatore scavalcava anch’egli il bancone e sottraeva danaro contante dalla cassa, per un totale di euro 10.000 circa. Subito dopo si dileguavano a bordo di un’autovettura Innocenti 1000, abbandonata poco dopo in Uzzano, la quale era stata asportata nel pomeriggio dello stesso giorno a Chiesina Uzzanese.

Nel corso delle indagini sono state acquisite le immagini di una telecamera di sorveglianza privata posta nelle adiacenze del luogo in cui era stata abbandonata l’auto utilizzata dai rapinatori, al fine di individuare la probabile autovettura “pulita” con la quale avevano proseguito la fuga. Inoltre sono state visionate anche le immagini di alcune telecamere poste nel Comune di Chiesina, in particolare lungo il tragitto dal punto in cui era stata asportata l’Innocenti usata dai rapinatori. Non è sfuggito agli investigatori il transito sospetto in entrambe le circostanze di una Fiat 500L. Ulteriori accertamenti hanno permesso di appurare che la Fiat era stata noleggiata l’11 ottobre a Catania ed appariva altamente probabile che potesse essere stata utilizzata dai rapinatori. Fatto confermato da altri riscontri investigativi. La Fiat 500L era stata usata dai rapinatori  per raggiungere la Valdinievole e poi rientrare in Sicilia.

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