Il Tirreno

Pistoia

Riapre i battenti lo storico Caffè Valiani

di Alessandra Tuci
La sede del Caffè Valiani
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La sede del Caffè Valiani

Dopo sette anni di proposte bocciate e tentativi falliti ora c’è l’accordo con i proprietari della Pasticceria Carmine di Pistoia

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PISTOIA. Dopo anni di chiusura, lo storico Caffè Valiani di via Cavour riaprirà i battenti. La data è ancora da confermare ma, presumibilmente, sarà alla fine di febbraio.

Dopo il dilagare di voci sempre più numerose in città, a darne conferma sono proprio i futuri gestori, Daniele Bergamini e Silvia Vannucci, ovvero i proprietari di un altrettanto noto locale pistoiese, la pasticceria Carmine di corso Gramsci. Una notizia non da poco per il commercio pistoiese, ancora più allettante per la Capitale italiana della cultura, visto che lo storico caffè può essere benissimo considerato un emblema della città di Pistoia e della sua cultura.

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Oltre un secolo e mezzo di storia per un locale tra i più eleganti della città che però ha chiuso le porte nel 2010. Il fondo fu acquistato nel 1864 da Dante Valiani, e in pochi anni si meritò la fama di raffinato caffé pasticceria. Con il passare dei decenni è diventato meta di passaggio e frequentazione da parte di artisti da tutta Italia: da Verdi a Rossini, da Carrà a Soffici e Marini.

La proprietà oggi è ancora della famiglia Valiani, e più volte sono corse voci di una riapertura del locale, dato in gestione anche sotto altre vesti. Come l'idea, mai realizzata, di aprirvi un bistrot, dietro proposta della famiglia di salumieri Savigni di Pavana. Trattativa che però non è mai andata in porto.

Così, dopo sette anni di buio forse il Caffè potrà rivedere di nuovo la luce. Sono proprio gli attuali proprietari della Pasticceria Carmine a confermare la notizia di un’apertura ormai non troppo lontana, anche se, per il momento, preferiscono non fornire indicazioni specifiche sulla nuova gestione. Unico fatto certo è che appunto lo storico locale riaprirà, in primis, come bar e pasticceria, con l’idea, in secundis, anche di dedicare uno spazio alla ristorazione, magari gestita direttamente dalla famiglia Valiani.

Possibili nuove assunzioni? Anche questo è tutto da vedere. Sicuramente ci lavoreranno tra gli otto e i nove dipendenti, molti dei quali già impiegati nella pasticceria di corso Gramsci, mentre altri già selezionati.

Una vicenda tortuosa che sta per chiudersi quindi. Dalla chiusura nel 2010 tante sono state le strade intraprese dalla famiglia Valiani per cercare di ridare vita a uno dei locali più prestigiosi del centro storico, in una della vie più belle e movimentate della città. Dopo la chiusura, la famiglia riceve un’offerta per affittare i locali da parte della ViBanca. Un’offerta e una trattativa, però, che non trovano il via libera da parte del Comune che, con il suo Piano per la città storica, aveva messo il veto sulla destinazione d’uso del fondo. Nel 2013 la famiglia Valiani fa ricorso al Tar, vincendolo (almeno in parte), ma intanto ViBanca si è diretta altrove e ha aperto i battenti in via degli Orafi. Dopo questa occasione persa, le trattative si dirigono verso i fratelli Savigini, noti salumieri di Pavana, che avrebbero dovuto aprire un bistrot di lusso accanto alla chiesa di San Giovanni Forcivitas. Niente da fare nemmeno per questa soluzione. Così inizia un lungo braccio di ferro tra Comune e famiglia Valiani, la quale, dinanzi al Consiglio di Stato, chiedeva all'amministrazione un risarcimento danni per aver negato la trasformazione dello storico locale in banca. Niente da fare.

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