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Un carro piombato per la Shoah
Una mostra è stata allestita nel vagone bordeaux in piazza San Francesco per ricordare l’Olocausto
PISTOIA. Un simbolo visivo dell’Olocausto e della necessità di rinnovare ogni giorno la memoria di ciò che è stato e che non dovrà più essere. È questo il significato del vagone-museo, al cui interno è stata allestita una mostra sulla Shoah, che fino al 3 febbraio prossimo rimarrà in piazza San Francesco per celebrare la serie di manifestazioni legate al 27 gennaio. Il giorno della memoria.
Una memoria a cui Pistoia, nell’anno della capitale italiana della cultura, ha voluto dedicare un simbolo evocativo. Un carro piombato color bordeaux (mezzo prodotto anche dalle Officine San Giorgio di Pistoia), dello stesso tipo di quelli che, durante la seconda guerra mondiale, furono utilizzati per la deportazione delle persone nei campi di sterminio. Quegli stessi convogli che attraversarono anche la provincia di Pistoia, lungo la ferrovia Porrettana, e che portarono via con sé ottantotto pistoiesi di religione ebraica, nel silenzio assordante di istituzioni e concittadini. Solo in cinque fecero ritorno. All’interno del vagone - il cui luogo di appartenenza è l’area deposito dei rotabili storici di Pistoia, a due passi dalla stazione ferroviaria - è stata allestita la mostra “In viaggio. La deportazione nei lager”, a cura dell’Istituto storico della Resistenza, della Comunità Ebraica di Firenze e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.
Inaugurata ieri alla presenza del sindaco Samuele Bertinelli, Roberto Barontini presidente dell’Istituto storico e Daniele Coen della comunità ebraica di Firenze, la mostra raccoglie una serie di pannelli che testimoniano il racconto dei viaggi di deportazione verso i campi di sterminio nazisti. Alla sua realizzazione hanno contribuito Sara Valentina di Palma, Stefano Bartolini, Daniele Coen e Matteo Grasso. «Nell’anno di Pistoia capitale – dice il sindaco – questa mostra è un manifesto alla memoria e un monito, soprattutto per i giovani, affinché quello che è accaduto non succeda mai più. E proprio in questo periodo, quando nel cuore dell’Europa si torna ad assistere a fenomeni inverecondi come l’innalzamento di muri e fili spinati che rappresentano il fallimento stesso di quel pesniero di unità, si fa più pressante la necessità del ricordo. Il ricordo che si fa cultura e diventa diritto di cittadinanza».
La cerimonia è poi proseguita con la deposizione di rose rosa al cippo che ricorda le vittime omosessuali dell'Olocausto, nel Parterre di piazza San Francesco. Una visita tanto più importante oggi dopo che in paesi tanto dell’Est che dell’Ovest si assiste all’emissione di leggi o provvedimetni diretti a riaprire il discorso della discriminazione.
La mostra del vagone-museo resterà aperta fino al 3 febbraio dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Per le visite guidate, contattare IsrPt 0573/359399.
Sono attesa molte scolaresche ma anche cittadini e turisti che vorranno portare il loro messaggio per testimoniare contro l’orrore di quella strategia razziale che ha fatto milioni di morti durante la Seconda Guerra Mondiale.
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