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PISTOIA. Una bottiglia piena di benzina, incastrata in un tubo di plastica arancione, riempito per una decina di centimetri di polvere da sparo. E una lunga miccia bruciata a metà, probabilmente...
PISTOIA. Una bottiglia piena di benzina, incastrata in un tubo di plastica arancione, riempito per una decina di centimetri di polvere da sparo. E una lunga miccia bruciata a metà, probabilmente difettosa, che si è spenta prima che facesse esplodere l'ordigno. Il primo dei tre allarmi bomba (l’unico reale) che si sono susseguiti in città in questo mese, era scattato l’8 gennaio scorso in viale Adua, dove, uscendo di casa, un uomo aveva trovato, appoggiato sul cofano della sua auto, parcheggiata davanti al portone del condominio, un rudimentale ordigno (ancora in corso le indagini della Squadra mobile della questura). Anche in quel caso, era scattata immediatamente la procedura di emergenza: polizia, vigili del fuoco, carabinieri, strada chiusa al traffico e artificieri che, con il cannoncino ad acqua, avevano disintegrato la bomba.
Così come, con lo stesso metodo, il giorno dopo, avevano sventrato, questa volta alle Fornaci, in via Gentile, una valigia abbandonata accanto ai contatori dell’acqua del condominio il Triangolo, a pochi passi da un asilo. La valigia era risultata completamente vuota.
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