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Acquisti sul web, Pro loco truffata
Gavinana, l’associazione aveva acquistato 1.800 euro di giochi. Due denunciati
GAVINANA. Sarebbero dovuti servire per il divertimento dei più piccoli, un'altalena e alcuni giochi a dondolo da posizionare ai giardini pubblici di Porta Apiciana a Gavinana. A occuparsene alcuni collaboratori della Pro loco guidata da Giorgio Fabbri. E quale soluzione migliore dell'on-line per trovare il necessario a prezzo congruo? Ma alla fine l'associazione di volontariato ha speso 1.800 euro per dei giochi che non sono mai arrivati a destinazione. Ancora una volta il web si è rivelato un mezzo da usare con i più prudenti accorgimenti.
«Volevamo dotare di giochi per bambini - spiega Fabbri - quest’area di giardini pubblici. Dopo aver visionato tre siti di ditte specializzate abbiamo optato per quella che ci dava qualità-prezzo migliore. Tra l'altro - aggiunge - proprio per tutelarci avevamo chiesto anche l'invio della documentazione relativa alla visura catastale della ditta». Un'idea per ravvivare l'area verde di via Porta Apiciana, per far contenti i più piccoli. D'altra parte non è il primo intervento a carico della Pro loco locale per l'abbellimento dello spazio pubblico, sempre in accordo con il Comune. L'occasione si era presentata visionando un sito web di una ditta della provincia di Catanzaro, specializzata nella fornitura dei manufatti richiesti e il successivo pagamento è stato effettuato tramite bonifico su poste pay. Ma dopo il pagamento nessun gioco è stato consegnato, e i responsabili della ditta sono diventati improvvisamente irraggiungibili. Alla Pro loco non è rimasto altro che rivolgersi ai carabinieri. Dalle indagini è emerso che l'azienda era intestata a una coppia di coniugi di Lamezia Terme (Cz), un 43enne e una 42enne di San Pietro a Maida, entrambi con precedenti penali per truffe.
«Adesso aspetteremo gli sviluppi - conclude Fabbri - ma se ci dovesse essere un processo valuteremo se presentarci come parte civile. A noi intanto rimane solo da aspettare di poter fare nuove manifestazioni per reperire introiti».
Carlo Bardini
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