Il Tirreno

Pistoia

Un territorio ancora votato all’export

Un territorio ancora votato all’export

A Prato, Lucca e Pistoia oltre 80.000 addetti nel manufatturiero e un quarto del valore aggiunto

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PISTOIA. Se il distretto tessile pratese fosse una nazione, sarebbe l’ottavo stato per numero di aziende tessili-abbigliamento in Europa. Questo per dare un’idea del cuore industriale che ancora batte nel territorio di competenza di Confindustria Toscana Nord, dove Il distretto di Viareggio è l’unico polo del settore nautico in Italia e il distretto cartario di Capannori è il primo in Italia su due esistenti.

Confindustria Toscana Nord comprende i territori delle province di Lucca, Pistoia e Prato, che rappresentano il 13,5% della superficie regionale e il 25% dei residenti della Toscana.

Nelle tre province sono presenti 86.855 imprese attive con 265.158 addetti, rispettivamente il 27,1% e il 24,5% del totale regionale. L’indice di imprenditorialità è 10,3 ((Lucca 9,9, Pistoia 9,3, Prato 12,7), mentre l’indice Italiano è 8 e quello della Toscana 9,7.

Nelle tre province sono presenti 13.236 stabilimenti di imprese manifatturiere attive, che rappresentano il 34,5% del totale regionale, con 80.645 addetti, pari al 29,1% del totale regionale. Qui si produce il 23,1% del totale del valore aggiunto della Toscana (22,429 miliardi di euro).

La vocazione esportatrice è ancora marcata: nel 2015 le esportazioni complessive sono state di 7,669 miliardi di euro (il 23,2% dell’export totale della Toscana), dei quali il 95% è ascrivibile al settore manifatturiero, con un saldo commerciale positivo di 2,886 miliardi di euro.

I settori principali sono il tessile, abbigliamento, pelli e accessori (2,796 miliardi nel 2015), il cartario (1,029 miliardi), i macchinari e apparecchi (867,9 milioni), i mezzi di trasporto, nautica, ferrotranviario (679,6 milioni) e l’alimentare (468,6 milioni).

Prato, Lucca e Pistoia nel nel 2015 hanno esportato il 92,2% del settore cartario regionale, l’82,3% della nautica, l’80,7% del tessile, il 57,8% delle macchine per l’industria, e ancora il 35,0% dei prodotti alimentari, il 35,0% degli articoli di abbigliamento, il 32,8% dei mobili(compresi materassi), il 21,8% degli apparecchi elettrici, il 21,5% delle locomotive e materiale rotabile ferro-tranviario e infine il 21,1% degli altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (principalmente lapideo). (p.n.)

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