Una condanna a metà niente associazione
Tutti colpevoli i 16 imputati ma non per il reato più grave
PISTOIA. Sedici condanne, ma nessuna associazione a delinquere. Dopo oltre cento udienze, si è chiuso nel tardo pomeriggio di ieri il processo di primo grado “Untouchables”, sugli appalti pilotati in provincia. Una sentenza, quella del tribunale, che ha ridimensionato fortemente la tesi accusatoria e, di conseguenza, anche le pene richieste dal pm al termine della sua requisitoria.
In nove erano imputati per associazione a delinquere e tutti sono stati assolti da tale contestazione. Le altre accuse erano invece, a vario titolo, per quasi tutti, quelle di corruzione e turbativa d’asta.
Le pene. L’ex dirigente dell'ufficio lavori pubblici del comune di Pistoia Marcello Evangelisti, è stato condannato a 6 anni e 9 mesi di reclusione, con la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e, durante l’esecuzione della pena, dell’interdizione legale; l’esponente socialista Roberto Riccomi a un anno e 8 mesi; Paolo Mazzoni, ex dirigente della Provincia, a un anno e 10 mesi, e all’interdizione dai pubblici uffici per la stessa durata della pena (sospensione condizionale); Giordano Rosi, imprenditore, a 5 anni, interdizione perpetua dai pubblici uffici e, durante l’esecuzione della pena, interdizione legale e interdizione dagli uffici direttivi delle imprese e incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione; Roberto Vescovi, imprenditore, a 5 anni, interdizione perpetua dai pubblici uffici e, durante l’esecuzione della pena, interdizione legale; Paolo Conti, imprenditore, a 3 anni e 3 mesi, e interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, interdizione dagli uffici direttivi delle imprese e incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione; Franco Fambrini, ex direttore del consorzio di bonifica del Padule di Fucecchio, a 2 anni e 7 mesi, e all’interdizione dai pubblici uffici per la stessa durata della pena; Mauro Filoni, ex responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Piteglio, a un anno e 3 mesi, e all’interdizione dai pubblici uffici per la stessa durata della pena (sospensione condizionale); Angiolo Orsi Spadoni, imprenditore, a 2 anni e 5 mesi, e interdizione dagli uffici direttivi delle imprese e incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione; Michele Vescovi, imprenditore, a 2 anni e 8 mesi; Carlo Alberto Diddi, imprenditore, a 3 anni, e interdizione dai pubblici uffici per 5 anni; Christian Diddi, imprenditore (accusato soltanto di falso), a 10 mesi con la sospensione condizionale; Riccardo Vespignani, imprenditore, a 2 anni e 9 mesi e interdizione dagli uffici direttivi delle imprese e incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione; Riccardo Ponticelli, imprenditore, a 2 anni e 5 mesi e interdizione dagli uffici direttivi delle imprese e incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione; Stefano Meoni, ex responsabile dell’ufficio Viabilità del Comune di Pistoia, a un anno, e all’interdizione dai pubblici uffici per la stessa durata della pena (sospensione condizionale); Giuseppe Napolitano, ex comandante della polizia municipale di Pistoia, accusato soltanto di alterazione del procedimento amministrativo, a 6 mesi di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per la stessa durata della pena (sospensione condizionale).
Parti civili.Per quanto riguarda le parti civili, il tribunale collegiale ha condannato al risarcimento in solido dei danni patiti dal Comune di Pistoia (da stabilire in sede civile) Evangelsiti, Rosi, Roberto e Michele Vescovi, Conti, Orsi Spadoni, Carlo Alberto Diddi, Vespignani, Ponticelli; Meoni e Napolitano; di quelli patiti dal Comune di Piteglio, Mazzoni, Filoni, e i due Vescovi; per il Comune di Pescia, Mazzoni, Rosi e Riccomi; per il Consorzio di bonifica, Fambrini; per la Provincia, Mazzoni.
Assoluzioni. Oltre che dall’accusa di associazione per delinquere, assoluzioni sono arrivate, perché il fatto non sussiste, per varie imputazioni di corruzione (per Mazzoni per entrambe quelle a lui contestate) e turbativa d’asta che gravavano su 12 degli imputati.
Il collegio si è riservato 90 giorni di tempo per il deposito delle motivazioni della sentenza.
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