Il presidio
Anche il sindaco nel registro degli indagati
Con lui gli assessori Nuti e Tuci ma sembra scontata l’iscrizione per l’intera giunta. «Sono tranquillo e vado avanti»
PISTOIA. Il sindaco Samuele Bertinelli e con lui gli assessori Tina Nuti e Mario Tuci sono iscritti nel registro degli indagati, così come già mercoledì scorso aveva scoperto di esserlo anche la vicesindaca Daniela Belliti.
E il primo cittadino di Pistoia non ha perso tempo, una volta venutone a conoscenza, ha informato i capigruppo in consiglio comunale delle varie forze politiche ed indetto una conferenza stampa per informare l'opinione pubblica, «perché io sono scalzo e nudo davanti ai cittadini».
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Il piglio è il solito. Samuele Bertinelli non indietreggia di un passo e dopo aver ringraziato la magistratura «per aver risposto celermente alla sua istanza ex articolo 335» presentata tramite l'avvocato Giovanni Sarteschi, per sapere se era iscritto o meno nel registro degli indagati nell'ambito di quella inchiesta di cui si era venuti a conoscenza nello scorso mese di agosto, per presunti illeciti negli atti per le nomine dei dirigenti comunali. Una istanza presentata insieme agli altri due assessori, Tina Nuti e Mario Tuci, e per tutti e tre la risposta è stata positiva. «Elena Becheri ha presentato personalmente la sua istanza ex articolo 335 e quindi, forse per questo, la procura non le ha ancora risposto - ha detto Bertinelli - Così come non so se anche l'assessore Giuliano Palagi si sia mosso in questi termini. Dò comunque per scontato che essendo sotto esame gli atti collegiali della Giunta, ovvero quelli delle nomine dei dirigenti dal 2012 al 2016, l'iscrizione nel registro degli indagati riguardi tutti i membri di giunta che li hanno sottoscritti».
Poi smentisce l'esistenza, fra le accuse, dell'ipotesi di associazione a delinquere trapelata sui mezzi di informazione. «No, non si parla di associazione per delinquere. Si prendono in considerazione quattordici casi, suppongo quelli delle nomine dei dirigenti - continua il primo cittadino - le ipotesi di accusa vanno dall'abuso d'ufficio, al falso ma non per tutti sono uguali e a me viene contestato anche un solo episodio di impropria corruzione. Immagino impropria corruzione morale e non materiale perché se vanno a vedere sul mio conto bancario lo trovano in rosso - dice scherzando - E comunque non saprei esattamente cosa intende la magistratura con questa accusa e per quale vicenda».
Di una cosa il sindaco di Pistoia però è certo. «Se dovessi scommettere due euro sulla conclusione di questa vicenda io saprei dove scommetterli - dice Bertinelli - Sono certissimo della regolarità di ogni atto fatto da questa giunta. Non ho mai apposto la mia firma ad alcun documento senza averlo letto con attenzione e senza aver chiesto formali delucidazioni su passaggi che non mi convincevano. Tutti gli atti sono stati validati dalla struttura amministrativa. Qualcuno mi accusa di essere fin troppo rigoroso, ma in questa vicenda non può che essere la mia arma di difesa migliore perché per ogni atto posso documentare ogni passaggio. Anche perché seguo il principio “Amici con tutti ma parente con nessuno" e quindi mi fido solo della legge».
Inevitabile poi sapere cosa cambierà d'ora in poi per Samuele Bertinelli futuro candidato sindaco alle prossime ed imminenti elezioni e per Bertinelli attuale sindaco in una macchina amministrativa che di fatto ha visto alcuni dipendenti denunciarlo. «Per quanto mi riguarda non è cambiato assolutamente nulla, sono certo della correttezza della mia condotta e degli atti di cui rispondo per l'indirizzo politico - continua Bertinelli - Per quanto riguarda la mia candidatura sarà il Pd a discuterne e a deciderlo, così come se vorrà fare le primarie o prendere un'altra strada. Io in questo momento sono sindaco, capo di una coalizione ed iscritto al Partito democratico, quindi mi sto muovendo, nell'ambito di questa vicenda, con la massima trasparenza informando tutti su quello che sta accadendo. Se questa indagine dovesse produrre altri risvolti e portare ad eventuali casi di imbarazzo sarei io e solo io a risolverli. Ribadisco la mia certezza nell'aver sempre agito correttamente e in piena trasparenza anche se questo non significa che non si possa sbagliare. Gli atti sono stati tutti assunti con rigore ed ho chiesto alla magistratura di essere ascoltato già il 4 agosto scorso quando uscirono notizie sulla stampa di questa indagine. So che la magistratura ha i suoi tempi ma, quando lo vorrà, sono pronto a documentare e rispondere ad ogni domanda perché non ho nulla da nascondere». Ed infine una battuta sui dipendenti comunali, «Degli assessori da me nominati ne rispondo io, per i dipendenti pubblici voglio ricordare che la legge parla di leale collaborazione...».
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