Giunta sotto inchiesta, il Pd fa quadrato
Anche sindaco, capo di gabinetto e l’assessore Tuci di Pistoia nominano un legale. Maggioranza e opposizione unanimi: garantismo
PISTOIA. «Sono certo della correttezza di ogni atto assunto da me e dalla giunta, i cui profili di legittimità e correttezza sono attestati dal segretario generale e dai dirigenti» aveva detto il sindaco Samuele Bertinelli, dopo la notizia dell’iscrizione della sua vice Daniela Belliti nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Pistoia. Concorso in abuso d’ufficio, falso ideologico e concussione i reati ipotizzati nell’inchiesta sulle procedure di concorso 2015 per il nuovo dirigente del personale di Palazzo di Giano. Un’indagine che però - ed è lo stesso Bertinelli a non farne mistero - potrebbe riguardare anche il sindaco stesso e altri assessori, poiché gli atti di selezione dei dirigenti coinvolgono l’intera giunta.
È per questo che il sindaco, il suo capo di gabinetto, Simone Ferretti, e l’assessore Mario Tuci hanno nominato loro legale l’avvocato Giovanni Sarteschi, che è anche capogruppo Pd a Palazzo di Giano. Sarteschi, ieri mattina, ha depositato per tutti e tre in procura l’istanza per sapere se esistono procedimenti penali a loro carico (così come nei mesi scorsi avevano fatto anche gli assessori Belliti e Nuti).
«Quella che mi hanno affidato è una nomina tecnica – spiega il legale – in attesa di capire le loro posizioni. Naturalmente, vista la mia carica di consigliere comunale, e nel caso in cui la nomina di legale dovesse diventare piena prima che questo mandato amministrativo si concluda, rimetterei il mandato».
Intanto il Partito democratico provinciale, con le parole del segretario Riccardo Trallori, fa quadrato intorno alla vicesindaca Daniela Belliti.
«Piena fiducia sul suo operato e totale solidarietà, mia personale e dell'intero Partito Democratico provinciale – scrive in una nota – Fermo restando il rispetto nei confronti degli organi competenti e nella speranza che si possa fare chiarezza in tempi rapidi, l'approccio di una forza politica garantista non può che essere questo, senza se e senza ma».
Un atteggiamento garantista che emerge anche nelle parole dei capigruppo, di maggioranza e opposizione, a Palazzo di Giano. «Clima sereno nella maggioranza – spiega Andrea Betti (Spirito libero). Confermiamo stima e piena vicinanza a Daniela Belliti, e abbiamo estrema fiducia nel lavoro della magistratura».
Sulle indagini a carico di Belliti anche Pistoia domani, con la capogruppo Margherita Semplici, si conferma garantista. «Non getteremo benzina sul fuoco, anche perché viviamo un anno dove la città è sotto i riflettori per la nomina a capitale della cultura. Rimaniamo garantisti, ma ribadiamo le stesse perplessità che, come gruppo, sollevammo nel 2015 proprio in merito alle modalità di selezione del nuovo dirigente del personale per il Comune, che oggi sembrano essere al centro dell’indagine della magistratura».
Garantista anche la capogruppo di Forza Italia Annamaria Celesti. «Lo sono da sempre, e verso tutti, in attesa che la magistratura proceda nei tempi più rapidi possibili. Sul piano personale, confermo la grande stima che nutro per la vicesindaco Belliti, a cui mi lega anche una forte amicizia».
Parole pressoché identiche a quelle di Alessio Bartolomei (Pistoia Futura-Fli-Udc) che affida il suo pensiero a Facebook dicendo di continuare a pensare che «nessuna irregolarità, tanto meno di tipo penale, sia stata commessa da chicchessia». Mentre i 5 stelle, seppur garantisti, scrivono che con questa vicenda «il quinquennio bertinelliano non si conclude nel migliore dei modi, resta da vedere che giudizio ne daranno i cittadini a maggio nel segreto dell'urna. Per quanto ci riguarda è l'ora di un cambiamento radicale a Palazzo di Giano».
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