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Daniela Belliti nel registro degli indagati
La conferma della Procura alla quarta richiesta consecutiva. Bertinelli: sono certissimo della correttezza di ogni atto
PISTOIA. Ci sono volute quattro richieste consecutive in cinque mesi, ma da ieri mattina la vicesindaca Daniela Belliti sa di essere stata iscritta nel registro degli indagati della Procura della repubblica di Pistoia. A rendere nota la circostanza, ieri pomeriggio, il sindaco Samuele Bertinelli nel corso di una conferenza stampa convocata alle 17,30, dopo aver saputo dalla stessa Belliti dell’iscrizione e aver tenuto una rapida conferenza dei capigruppo per informarli.
L’indagine si riferisce a tre diversi episodi, in continuazione tra loro, e i reati ipotizzati sono il concorso in abuso d’ufficio, il falso ideologico e la concussione. Non c’è certezza formale, ma con ogni evidenza l’indagine è quella che riguarda le procedure di concorso per il personale dirigente del Comune. Quella già finita sotto i riflettori nell’agosto scorso, quando si diffuse la notizia che l’intera giunta Bertinelli aveva ricevuto avvisi di garanzia. All’epoca fu lo stesso procuratore Paolo Canessa a smentire la circostanza, attestando che sul conto della giunta comunale non erano state emesse informazioni di garanzia.
Delle selezioni per i dirigenti, nel settembre 2015, si parlò a lungo. In particolare il concorso per il nuovo dirigente del personale, che fu contestato per i requisiti giudicati molto stretti, tanto da escludere quasi tutti i dirigenti in carica del Comune. Concorso che fu poi temporaneamente bloccato dal segretario generale. L’esistenza di un’inchiesta, nata dalla lettera esposto di due dirigenti comunali, era già emersa nell’autunno 2015, quando i carabinieri prelevarono dei documenti negli uffici del Comune. Ma conferma anche che a tutt’oggi non ci sono avvisi di garanzia e che solo di recente è scattata l’iscrizione nel registro degli indagati. Come ha spiegato il sindaco, infatti, dopo la smentita della Procura, nell’agosto scorso, due esponenti della giunta (e solo loro, a quanto sa il sindaco) vale a dire Daniela Belliti e l’assessore Tina Nuti, hanno presentato istanze per sapere se fossero o meno iscritte nel registro degli indagati. Le domande sono state ripetute quattro volte, l’ultima nei giorni scorsi, la cui risposta a Belliti è arrivata ieri mattina e, per la prima volta, risulta positiva (all’assessora Nuti invece la risposta deve ancora arrivare).
«In quest’occasione – ha detto Bertinelli – ripeto quanto già detto ad agosto. Sono certissimo della correttezza di ogni atto assunto da me e dalla giunta municipale, i cui profili di legittimità e correttezza sono attestati dal segretario generale e dai dirigenti. Di fronte a loro perplessità ci siamo sempre fermati».
Bertinelli dà per scontato che l’iscrizione nel registro degli indagati riguardi tutta la giunta, lui compreso, visto che gli atti delle selezioni dei dirigenti coinvolgono tutto l’organo.
Ma l’inchiesta può essere figlia del clima pesante creato dalle scelte della giunta Bertinelli in materia di personale? «Certo – risponde il sindaco – qui si sono alterati equilibri consolidati, lo dimostra anche il ricorso al giudice del lavoro firmato da gran parte dei dirigenti contro le mie valutazioni sulla produttività. Ma qui non sono mai esistite progressioni per meriti politici o sindacali. Non escludo affatto che qualcuno possa essersi sentito punito ingiustamente e abbia agito di conseguenza».
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