Il Tirreno

Pistoia

Contributi agli affitti, i fondi non bastano

Fabio Calamati
Una veduta dall'alto del centro cittadino di Pistoia (foto Gori)
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Una veduta dall'alto del centro cittadino di Pistoia (foto Gori)

Per liquidare tutte le richieste ammesse ci vorrebbero 5 miloni, ma i Comuni ne hanno solo uno

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PISTOIA. Entro lunedì 30 gennaio tutti coloro che si sono visti accogliere dal Comune di Pistoia la richiesta di un sostegno per il pagamento dell’affitto della casa, devono portare le ricevute di pagamento. Nel capoluogo si tratta di 374 persone, che si aspettano un sostegno economico in grado di aiutarle a far fronte alla voce dell’affitto, che spesso è una delle principali uscite del bilancio familiare. Una volta ricevute e verificate le attestazioni di pagamento, gli uffici comunali potranno iniziare a pagare i contributi.

Ma anche quest’anno le somme che alla fine riceveranno le famiglie interessate basteranno a coprire solo una piccola parte della spesa annuale per l’affitto. Il conto è presto fatto: tutte le domande di contributo accolte richiederebbero un esborso complessivo di un milione 97.025 euro. Ma tra stanziamento della Regione e fondi aggiuntivi messi sul piatto dal Comune, gli uffici possono contare soltanto su 227.775 euro. Come dire meno del 25% del totale.

E si badi bene che il fabbisogno (il milione e spiccioli di cui si parlava prima) non è l’intero ammontare degli affitti dei 374 richedenti, ma solo la parte finanziabile prevista dalla legge del 1998 che introdusse questo tipo di agevolazione. Che, nel caso più favorevole, è uguale a quella parte del canone che supera il 14% del valore Ise uguale all’importo annuo di due pensioni minime. In ogni caso, non si possono superare i 3.100 euro annuali. Insomma, alla fine questi contributi ad integrazione del canone di locazione si riducono a cifre piuttosto piccole, anche se non per questo meno utili alle famiglie in difficoltà. Il problema è che allora, nel 1998, il governo stanziò cospicue risorse per coprire i contributi. Poi non l’ha più fatto e adesso sono solo la Regione e alcuni (non tutti) Comuni a stanziare fondi.

Da chiarire anche che la situazione di Pistoia non è un’eccezione, ma la regola. Lo si può vedere scorrendo le cifre messe a disposizione dalla Regione sull’esito dei bandi 2016 Comune per Comune. Nella tabella in questa stessa pagina si possono vedere le cifre che riguardano la provincia di Pistoia. Dove complessivamente le famiglie che hanno fatto richiesta e ottenuto il diritto al contributo sono 1.837. Per coprire per intero le somme cui avrebbero diritto per legge sarebbero necessari ben 5,2 milioni di euro. Invece, complessivamente, i fondi della Regione e quelli aggiuntivi dei Comuni arrivano a poco più di 1,1 milione di euro.

In giro per la provincia, tra l’altro, ci sono situazioni di sproporzione tra richieste e fondi disponibili anche molto peggiori di quella di Pistoia. Come ad Agliana, ad esempio, dove i soldi a disposione sono circa un decimo del fabbisogno emerso dalle graduatorie.

Cosa succederà adesso? I Comuni, pubblicando i bandi, hanno già chiarito che i contributi saranno erogati “nei limiti delle risorse economiche” disponibili. Per Pistoia questo si traduce nella scelta di spalmare il più possibile i pochi fondi a disposizione, erogando quindi somme anche piccole ma a tutte le famiglie che hanno presentato una regolare domanda. Il criterio per mettere in fila le richieste sarà quello del reddito Isee, favorendo quindi le famiglie che si trovano nella situazione economica più difficile. Le scelte dell’amministrazione saranno comunicate dopo l’esame delle ricevute consegnate.

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